Nel Lazio cure sanitarie tre volte più care

medici-sliderOspedali a più velocità nella Regione. Grandi differenze economiche e gestionali con il resto d’Italia

 

 

ROMA – Ospedali a più velocità nel Lazio, con grandi differenze per i risultati economico-gestionali di strutture regionali e italiane: per la curare dello stesso tipo di paziente un ospedale può arrivare a spendere il triplo di un altro. E, sempre a parità di caso trattato, si registrano voci di spesa molto differenti tra le diverse aziende. Alcune, in pratica, riescono a fornire meglio lo stesso servizio con una spesa minore.

Sono i risultati dell’Analisi su aziende sanitarie pubbliche e private selezionate nel 2010, realizzata dai ricercatori dell’Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari (Altems) dell’università Cattolica e coordinato dal direttore Americo Cicchetti.

“L’obiettivo dello studio – spiega Cicchetti – e’ fornire una metodologia per il confronto sistematico delle performance economico-finanziarie delle aziende ospedaliere: dal confronto emerge un consistente differenziale di efficienza del Policlinico Gemelli rispetto ad altre strutture ospedaliere della Regione Lazio e del territorio nazionale”.

I ricercatori Altems hanno effettuato il confronto tra 7 aziende sanitarie del Lazio e altre 3 aziende sanitarie di rilevanza nazionale che operano a un livello di complessità medio-alto, utilizzando alcuni indicatori riguardanti l’efficienza-produttività, il personale, la struttura e l’attività.

Gli ospedali messi a confronto sono il Sant’Andrea di Roma, il San Filippo Neri di Roma, il Policlinico Tor Vergata di Roma, il San Giovanni di Roma, il San Camillo di Roma, le Molinette di Torino, il Policlinico Sant’Orsola di Bologna, il Careggi di Firenze e il Policlinico Gemelli di Roma.

“Il quadro risulta molto variegato – spiega Cicchetti, direttore Altems – ovvero c’è un’alta variabilità tra strutture per molti indicatori di produttività presi in considerazione. Questa alta variabilità tra strutture – precisa Cicchetti – suggerisce che i tagli orizzontali previsti dalla spending review rischiano di penalizzare le strutture più produttive”.

Secondo lo studio della Cattolica la situazione economico-finanziaria delle aziende della Regione Lazio, rispetto alle strutture analizzate nelle altre Regioni, appare estremamente variegata ma chiara, almeno per quanto riguarda le strutture pubbliche.
Le risorse per la produzione assegnate dal sistema regionale (o acquisite da altre fonti come i ticket) sono sistematicamente insufficienti per portare le aziende all’equilibrio economico.

Il rapporto percentuale tra costi per la produzione e risorse – sottolineano gli esperti – se superiore al 100% identifica una perdita, se inferiore identifica un saldo positivo di bilancio. Ebbene questo rapporto al San Filippo Neri e’ pari al 160%, situazione analoga per il San Camillo (159%) e al San Giovanni (155%). Più basso ma comunque negativo a Tor Vergata (141%) e all’Umberto I (126%). Solo al Gemelli il rapporto e’ più vicino al pareggio (107%).

E’ chiaro che la somma delle differenze di ogni azienda contribuisce a costruire il deficit regionale. In generale, emerge che il Policlinico Gemelli e’ l’ospedale con un costo per dimesso più basso nel campione (6.118euro/paziente). Il costo massimo si riscontra, invece, per le Molinette di Torino, proprio uno degli ospedali considerati come punto di riferimento per le strutture regionali.

A spiegare buona parte di queste differenze e’ la capacità dell’azienda di fare economia attraverso la funzione di acquisto dei beni e servizi. Qui le differenze sono notevoli anche tra le strutture del Lazio. Un paziente che al San Camillo costa in termini di beni e servizi 5.856euro al Gemelli ne costa 2.135 e al San Giovanni 2.667.

Potrebbero interessarti anche