La grande ammucchiata nei paradisi fiscali

isole_Cayman_sliderI giornalisti investigativi di Washington rivelano la lista completa delle società e dei trust nei paradisi offshore

 

 

ROMA – La “bomba fiscale” è scoppiata ieri quando sono cominciate a filtrare le prime notizie su una lista di 12 mila società e trust, con tanto di nomi e cognomi, con sede nei paradisi fiscali. Vi compaiono personaggi famosi e anonimi di tutti e cinque i continenti, per cifre spesso da capogiro. I soggetti italiani in fuga dal fisco sono all’incirca 200.

La sensazionale rivelazione è dell’International Consortium of Investigative Journalism di Washington (Icij), che è riuscito a ricostruire dettagliatamente l’elenco degli intestatari di conti bancari alle isole Cayman o alle Virgin Islands.

Spulciare negli elenchi è pressoché impossibile data la mole dei dati e l’eterogeneità dei soggetti censiti dai giornalisti americani. Ce n’è per tutti i gusti. Così lo stesso Consortium sintetizza l’enorme mole di nominativi: “They include American doctors and dentists and middle-class Greek villagers as well as families and associates of long-time despots, Wall Street swindlers, Eastern European and Indonesian billionaires, Russian corporate executives, international arms dealers and a sham-director-fronted company that the European Union has labeled as a cog in Iran’s nuclear-development program”.

Certo è che il mucchio di documenti pubblicati rappresenta la più grande riserva di informazioni riservate sul sistema offshore mai ottenuto da un’organizzazione editoriale. L’ammontare totale dei file infatti, misurato in gigabytes, è 160 volte più grande del totale dei documenti del Dipartimento di Stato americano pubblicati nel 2010 da Wikileaks.

Tra i casi più eclatanti, in Francia è stato “pizzicato” con le mani nel sacco quel Jean-Marc Augier, uomo d’affari e figura discreta del mondo dell’editoria d’oltralpe, che è stato il tesoriere di Francois Hollande nella campagna presidenziale del 2012. Il suo nome compare negli elenchi come azionista di due società offshore alle isole Cayman. Già scosso dallo scandalo dei conti all’estero dell’ex ministro del bilancio Cahuzac, l’establishment francese vacilla sotto il peso della corruzione e dell’ipocrisia.

Per quanto riguarda gli italiani presenti in questo non commendevole elenco, si tratta di un paio di centinaia di nomi, per lo più milanesi, pubblicati da L’Espresso. Si va da Gaetano Terrin, ex commercialista dello studio Tremonti e ‘custode’ di un trust delle Cook Islands in Polinesia, a Fabio Ghioni, hacker dello scandalo Telecom e beneficiario di una società offshore nelle Isole Vergini, ai commercialisti milanesi Oreste e Carlo Severgnini, “che hanno avuto incarichi nei più importanti gruppi italiani e in passato anche consiglieri di Stefano Ricucci”.

Una citazione particolare merita un’intraprendente signora, Silvana Inzadi in Carimati di Carimate, che dieci anni fa ha creato un trust nelle Cook Islands in cui ha riunito un gruppetto di amici e parenti. Oltre ai suoi due figli Enrico e Cristina, ci sono infatti i Pederzani, famosi gioiellieri milanesi, Maria Cristina Agusta, nipote di Corrado, quello degli elicotteri, e infine Daria, sposata con Pierre Luigi Camurati, l’anno scorso convolata in seconde nozze con Aristide Merloni, uno dei figli di Vittorio Merloni”.

La saga dei personaggi dell’high society in vacanza nei paradisi fiscali naturalmente non finisce qui e anzi promette un sacco di altre sorprese, non solo di interesse degli uffici fiscali, ma dei tabloid di mezzo mondo.

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