M5S, parlamentari a rapporto da Grillo

Grillo_Beppe_sliderAll’ordine del giorno il nuovo governo e il nuovo Capo dello Stato. Intanto il leader del Movimento attacca giornalisti e Rai

 

 

 

ROMA – Dovrebbe tenersi oggi l’incontro tra Beppe Grillo e i 163 parlamentari del Movimento 5 stelle. Di questa riunione si discute fin dalla scorsa settimana, dopo che Grillo aveva partecipato alle consultazioni con il presidente della Repubblica.

Il luogo dell’incontro, che si vuole tenere segreto per evitare la presenza dei cronisti (in curiosa contraddizione con la pretesa di trasparenza che i ‘grillini’ vorrebbero imporre alla politica italiana), potrebbe essere nei pressi di Roma o dell’Aquila. La seconda eventualità e’ ritenuta possibile perché una delegazione del M5S parteciperà domani nel capoluogo abruzzese alle manifestazioni che ricorderanno le vittime del terremoto di quattro anni fa.

Alcune indiscrezioni parlano di un appuntamento unico per tutti i parlamentari questa mattina alle 9,30 a Roma. Poi verrebbero portati sul luogo dell’ incontro con Grillo con appositi pullman per seminare i cronisti che vorrebbero dar conto dell’evento. Dopo aver ricordato nei giorni scorsi agli elettori del M5S che auspicano un accordo con il Pd di aver sbagliato voto, Grillo vorrebbe convincere deputati e senatori che non esistono opzioni politiche di governo per il Movimento. Da qui il contrasto verso posizioni come quelle del deputato Tommaso Currò, che in una intervista a La Stampa ha rivendicato la possibilità per i parlamentari del M5S di non limitarsi a eseguire le indicazioni che vengono da Grillo e di ritenere necessario il confronto con il Pd per la formazione del nuovo governo. Su quest’ultimo punto pure Vito Crimi, capogruppo al Senato, ha scritto su Facebook che un esecutivo guidato da Pier Luigi Bersani, pur senza il voto di fiducia del M5S che ritiene non debba compromettersi con soluzioni di governo, sarebbe oggettivamente diverso dall’attuale guidato da Mario Monti. Currò ha inoltre aperto un confronto sulla sua pagina Facebook in cui i propri interlocutori si dividono quasi a metà tra chi vuole il dialogo con il Pd e chi invece rifiuta qualsiasi rapporto preferenziale con il partito di Bersani.

Nell’incontro tra parlamentari e Grillo, all’ordine del giorno ci sono l’organizzazione del lavoro parlamentare, il dibattito interno sull’opportunità di indicare un nome per palazzo Chigi e il prossimo voto per l’elezione del nuovo Capo dello Stato (il M5S ha annunciato di avere una rosa di nomi da proporre per il Quirinale). Si tratta di questioni dirimenti per il prosieguo dell’avventura istituzionale del Movimento, che si sta dando una fisionomia più definita.

Ieri Nicola Biondo, giornalista freelance che collabora con L’Unità e che ha fatto parte della redazione di ”Blu notte”, la trasmissione televisiva dello scrittore di Carlo Lucarelli, e’ stato nominato responsabile della comunicazione del gruppo del M5S alla Camera. Al Senato lo stesso ruolo e’ stato affidato la scorsa settimana al blogger Claudio Messora.

Grillo, sul suo blog, torna intanto ad attaccare giornalisti e Rai: ”Molti mi chiedono perché i partiti che hanno ridotto l’Italia in una comprimaria e consegnato le prossime generazioni alla miseria e all’ emigrazione hanno avuto ancora la maggioranza dei voti alle scorse elezioni. La risposta e’ che una parte della popolazione italiana vive in un gigantesco Truman show, la cui responsabilità va attribuita per intero ai giornalisti italiani, con le solite poche e, in un Paese come il nostro, più che lodevoli eccezioni”. Prosegue il leader del M5S: ”E’ in atto una guerra dichiarata contro la realtà, mistificazioni, allusioni, menzogne vengono sputate dall’informazione quotidianamente.

E’ un’informazione di regime, totalitaria, simile alle purghe staliniane degli anni ’30. Un’informazione omologata in un grande inciucio per mantenere privilegi, caste, parassiti sociali trasversali. Questa peste che tocca e ammorba chi non ha altre fonti di informazione e’ pagata dalle stesse vittime attraverso i contributi (diretti e indiretti) ai giornali e dal canone e dalle tasse per la Rai”.

Per Grillo, il servizio pubblico che conta su 13 mila dipendenti e che nel 2012 ha perso 250 milioni di euro, ”e’ il megafono dei partiti”. Continua il leader del M5S: ”La Rai va rifondata e trasformata in un servizio pubblico sul modello della Bbc senza alcun collegamento con i partiti, senza pubblicità, con produzione di contenuti di qualità sviluppati in prevalenza all’ interno e non come ora affidati spesso a società esterne, sommando costi a costi.

Il M5S proporrà in Parlamento, come da programma, l’istituzione di un solo canale Rai, senza vincoli verso i partiti, senza pubblicità e la vendita dei rimanenti due canali”. Sul blog di Grillo, accanto al testo di apertura, un fotomontaggio chiarisce quello che pensa: una gigantesca antenna Rai ha sulle sue parabole le insegne di Pd, Pdl e Lista Monti.

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