Selex Es, da piano riorganizzazione 1900 esuberi

Selex_EsLa controllata di Finmeccanica prevede in tutto 2500 esuberi. Annunciata inoltre la chiusura di diversi siti in Italia

 

 

ROMA – Sono pari a 2.529 le eccedenze di personale che risultano dal piano di riorganizzazione di Selex Es. Di queste, 1.938 in Italia (1.098 indiretti e 840 diretti). Ad annunciarlo è stata oggi l’azienda controllata da Finmeccanica nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali per proseguire il confronto sul nuovo piano. A riferirlo, al termine dell’incontro, è il segretario nazionale della Uilm, Mario Ghini, il quale precisa anche che su questi numeri sono compresi gli accordi di mobilità già sottoscritti con i sindacati.

Selex Es ha confermato la riduzione del numero dei dirigenti di 120 unità entro il 2015. E’ stato inoltre annunciata, riferisce Ghini, la volontà di ridurre i siti oggi presenti sia in Italia che nel Regno Unito: in Italia da 48 siti si passerà a 26 siti entro il 2014; Oltremanica da 16 si passerà a 10 siti entro il 2014.

Per sostenere il piano di riorganizzazione Selex Es, dice Ghini, propone di utilizzare: mobilità finalizzata alla pensione; cigs a zero ore per gli indiretti e per i diretti che hanno i requisiti per la mobilità/pensione; cigs a zero ore per chiusure collettive per diretti e indiretti.
”La Uilm – sottolinea Ghini – considera il piano di riorganizzazione presentato dall’azienda molto impegnativo e ritiene che sia necessario per dare la possibilità a Selex Es di competere sui mercati e quindi di produrre valore, per questo siamo disponibili ad un confronto serio su tutto il piano ribadendo che per quanto riguarda la Uilm la chiusura dei Siti non può essere vista in una logica di riduzione dei costi ma deve tenere presente la specificità territoriale, la difesa delle competenze professionali e dei perimetri industriali salvaguardando i prodotti”.

”Per la Uilm – prosegue Ghini – e’ comunque necessario che l’azienda completi tutta la struttura organizzativa, in quanto ad oggi ci sono grandi gruppi di lavoratori che non sanno da chi dipendono, producendo così forti ritardi che inevitabilmente si ripercuoteranno sia sui lavoratori che sui prodotti. Per quanto riguarda gli strumenti proposti dall’azienda per la gestione delle eccedenze per la Uilm non e’ accettabile la cassa integrazione a zero ore, e’ necessario individuare strumenti solidali in grado di non penalizzare i lavoratori”.

”Nei prossimi giorni -annuncia Ghini – la Uilm convocherà il Coordinamento nazionale Uilm di Selex Es per una valutazione puntuale sul piano di riorganizzazione e sulle sue ricadute occupazionali e comunque prima del prossimo incontro che dovrebbe tenersi entro il 24 aprile prossimo”.

Selex Es nel contempo conferma gli obiettivi di crescita previsti dal nuovo piano di ristrutturazione del gruppo. A riferirlo lo stesso segretario Ghini. Obiettivi che, dice ”permetteranno al gruppo di poter competere con i grandi player internazionali sul mercato dell’ elettronica della difesa quali: crescita del portafoglio ordini; crescita del fatturato oltre 4 miliardi di euro; crescita della redditività al 10%; generazione di cassa; riduzione dei costi di struttura dal 5,2% al 3,8%; riduzione del rapporto diretti/indiretti passando dall’attuale 75-25% al 70-30%”.

Le RSU del territorio fiorentino ed il segretario generale della Fiom Cgil di Firenze Daniele Calosi “esprimono forte preoccupazione per le scelte aziendali, con l’incognita di quanto tali esuberi potranno incidere sul territorio toscano, in considerazione della scelta di chiudere i progetti legati alla radaristica, finora sviluppati nell’unico stabilimento di Selex destinato a rimanere aperto a Campi Bisenzio”.

“Fim, Fiom, Uilm – aggiungono – non possono rimanere in silenzio davanti a tale macelleria sociale, quindi lunedì 8 aprile 2013 verrà indetta un assemblea presso lo stabilimento ex-Galileo con tutti i lavoratori interessati dalla ristrutturazione”.

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