Ippica, il trotto si trasferisce a Capannelle?

Tor_di_Valle_sliderÈ l’idea del Comune di Roma e delle categorie. Non tutti però sono d’accordo. A cominciare dal proprietario di Tor di Valle

 

 

ROMA – Spostare alle Capannelle la programmazione del trotto romano: è la soluzione condivisa – e più a breve termine – scaturita dalla riunione di questa mattina tra i rappresentanti di Roma Capitale e quelli delle categorie ippiche e dei lavoratori dell’ippodromo di Tor di Valle. Oggi sono state esaminate le diverse opzioni per la salvaguardia del trotto romano, fermo ormai dal 27 gennaio, a causa della chiusura della struttura.

L’attività del trotto verrebbe dunque spostata all’ippodromo delle Capannelle, con la realizzazione di una pista che vada a sovrapporsi a quella degli ostacoli. Allo scopo sono già stati effettuati diversi incontri tra il Comune, proprietario dell’impianto, e la società concessionaria Hippogroup, che ha dato la sua totale disponibilità. I tempi però prevedono adesso la presentazione di un progetto definito da Hippogroup che dovrà avere anche l’avallo del Tribunale di Roma, essendo la società attualmente in concordato fallimentare. Alla riunione è intervenuto anche il sindaco Alemanno che si è impegnato personalmente ad accelerare i vari processi per la rapida realizzazione della struttura e ad appianare eventuali divergenze.

I tempi tecnici previsti per la realizzazione della nuova pista sono di circa due mesi e mezzo, ma considerata la stagione del galoppo romano che si concluderà ai primi di giugno e la programmazione di eventi musicali con larga partecipazione di pubblico, i lavori non potranno iniziare prima di giugno inoltrato.

L’obiettivo e il “sogno” del delegato allo sport del Comune di Roma, Alessandro Cochi, è di poter inaugurare la pista con le batterie del Derby del Trotto, in programma il 24 settembre, occorrerà però mettere in atto una vera e propria lotta contro il tempo. Il tavolo è stato aggiornato per un nuovo incontro, in cui si farà il punto della situazione, il prossimo 24 aprile.

L’ipotesi di portare il trotto a Capannelle non convince invece uno dei principali protagonisti del trotto. Qualche tempo fa in un’intervista al quotidiano online Paese Sera, il proprietario di Tor di Valle, Gaetano Papalia, aveva infatti espresso dubbi sulla fattibilità del progetto. “Potrebbe essere una soluzione, ma personalmente ci credo poco – aveva dichiarato Papalia -. Trotto e galoppo hanno esigenze molto differenti e si corrono perfino in senso inverso, con arrivi e partenze in zone diverse dell’ippodromo. Inoltre sull’Appia non si potrebbero fare corse notturne per via della vicinanza con l’aeroporto di Ciampino. Aggiungere una pista da trotto a Capannelle sarebbe perciò molto più lungo, complesso e costoso di quanto non possa sembrare a prima vista”.

Secondo Papalia “per mantenere l’ippica a Roma sarebbe più lungimirante costruire un nuovo impianto: se arriveranno le necessarie garanzie dal Governo per il rilancio del settore – magari liberalizzandolo – e dal Comune per le infrastrutture, il costruttore Luca Parnasi (che sta comprando l’area di Tor di Valle per realizzare un quartiere ed il nuovo stadio della Roma, ndr) ha già acconsentito a costruirne uno a Pescaccio (periferia ovest, tra la Pisana e l’Aurelia, ndr), che ci darebbe in gestione per vent’anni e che si potrebbe costruire in 11 mesi. Così facendo potremmo salvare e rendere economico nel lungo periodo anche il galoppo, perché l’ippodromo di Capannelle è sull’orlo del fallimento per i nostri stessi motivi: gli impianti sono datati e troppo grandi, in particolare le scuderie e le tribune, che oggi hanno ben 4.000 posti”.

Un altro progetto a cui stanno lavorando sempre Papalia e il gruppo che fa capo a Parnasi è quella di un doppio impianto proprio a Tor di Valle dove trotto e calcio convivono fianco a fianco. Ma anche quest’idea è tutta da verificare.

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