Il Csm nega incarico in Sicilia a Ingroia

Ingroia_Antonio_sliderDalla Commissione no alla richiesta dell’ex pm di rivestire il ruolo di presidente di Riscossione Sicilia Spa

 

ROMA – E’ stato un no unanime quello espresso dalla terza commissione del Csm contro l’autorizzazione per l’ex procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, ad andare a rivestire il ruolo di presidente di Riscossione Sicilia Spa, incarico propostogli dal presidente della regione Sicilia, Rosario Crocetta. La commissione ha respinto le richieste avanzate da l leader di Rivoluzione Civile per ottenere l’aspettativa e il collocamento fuori ruolo.

Già nelle ultime ore era emerso un orientamento negativo della commissione, anche sulla base di tre precedenti: uno, risalente al 2010, con cui era stata respinta la richiesta del magistrato Sergio Casarella, che chiedeva l’aspettativa per guidare la direzione del personale dell’agenzia delle entrate. Il Csm, poi, aveva detto no anche a Maria Cristina Motta, chiamata a fare il direttore amministrativo della Asl 20 di Verona, così come a Salvatore Cirignotta, per il quale era stato proposto l’incarico di direttore generale della Asl di Palermo.

Ingroia andrà invece ad Aosta ma con funzioni di pm e non di giudice. E’ questa infatti la decisione del plenum del Consiglio superiore della magistratura, approvata in mattinata con 19 sì e 7 astensioni. Il Csm ha deciso di andare avanti sul voto e non accogliere la richiesta di Ingroia di un’audizione prima della ratifica definitiva sulla sua destinazione.

Il richiamo a una posizione unitaria ha fatto sì che i voti del plenum convergessero sulla proposta di Magistratura indipendente che, derogando alla circolare del Csm che prevede per un pm che rientra in ruolo dopo un periodo di impegno politico il cambio di funzione, da requirente a giudicante, ha fatto prevalere il rispetto della legge sul sovrannumero negli uffici, data la situazione di completa copertura di organico del tribunale di Aosta e invece la scopertura di un posto alla Procura presso lo stesso tribunale.

La decisione del Csm scontenta l’ex pubblico ministero di Palermo, già leader di Rivoluzione civile. ”Era nell’aria, ho poco da aggiungere. Ritengo però che questo non sia il modo migliore per valorizzare la mia professionalita’, acquisita in 25 anni di magistratura”, commenta Ingroia. “Prendo atto della pronuncia del Csm – aggiunge – e valuterò nei prossimi giorni cosa fare, in attesa che mi venga formalmente notificata”.

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