Assemblea capitolina, addio con rissa finale

Aula_Giulio_Cesare_sliderL’ultima battaglia condotta sul fronte urbanistico. Passano alcune delibere all’odg. L’elenco dei provvedimenti

 

 

ROMA – Si è chiusa con una bagarre degna di un film di Bud Spencer l’ultima seduta dell’Assemblea capitolina per questa consiliatura. La maggioranza avrebbe voluto far passare in una notte tutto quello che non era riuscita ad approvare in materia urbanistica negli ultimi messi. L’opposizione di centro sinistra invece già da giorni aveva alzato le barricate per non far passare “il nemico”.

In verità il rush finale in materia urbanistica era già cominciato qualche giorno fa, allorchè l’Assemblea aveva dato il via libera a 18 piani di recupero delle periferie (toponimi), tramite lo strumento della demolizione e ricostruzione con premio cubature previsto dal Piano casa regionale, di alcuni quartieri periferici: Colli della Valentina, Fosso San Giuliano, Monti San Paolo Monte Cugno, Palmarola Via Lezzeno, Radicelli Consorzio Due Pini, Finocchio valle della Morte, Tragliatella, Palazzo Morgano, Casal Monastero, Pian del Marmo, Fosso della Castelluccia, Cesano Via di Baccanello, Monte Migliore, Pantarelli Via Anguillarese, Via della Falcognana, Trigoria Trandafilo, Monte Stallonara.

Nella stessa occasione, l’Assemblea aveva anche approvato un pacchetto di sei delibere relative a compensazioni edilizie, all’ampliamento di un edificio da destinarsi a piccola comunità per anziani abbandonati in via Borgia (XIX municipio), lo stralcio attuativo del Piano di assetto per la riqualificazione della stazione Ostiense.

Comunque all’ordine del giorno dei lavori di ieri c’erano una trentina di delibere di notevole spessore urbanistico, tra cui compensazioni edilizie, varianti al Piano regolatore, piani attuativi delle aree 167, progetti di trasformazione, come quelli della centralità Romanina, di Tor Bella Monaca, o della valorizzazione dell’ex deposito Atac di piazza Bainsizza.

Si era cominciato nel pomeriggio con l’ok alla realizzazione del parco archeologico Lucrezia Romana in cambio dell’ampliamento di un edificio di proprietà della Banca di credito cooperativo. Ma erano gli ultimi fuochi. Dopo quasi tre ore di battaglia per far passare la delibera 70/2012 (una compensazione edilizia in zona via di Brava) – che risulterà l’ultimo provvedimento approvato dall’Assemblea capitolina – in aula Giulio Cesare i rappresentanti di alcuni comitati di quartiere e movimenti per la casa hanno cominciato a gridare “stop al cemento”.

Intanto, il consigliere Athos De Luca (Pd) continuava a chiedere al presidente del Consiglio, Marco Pomarici, che fine avessero fatto gli ordini del giorno da lui presentati in collegamento al provvedimento in discussone. De Luca, al centro dell’ emiciclo, batteva sullo scranno del presidente in attesa di una risposta, finchè il consigliere comunale Federico Mollicone (Pdl) sarebbe sceso dalla sua postazione e, secondo i racconti, l’avrebbe spintonato.

La miccia era ormai accesa e quando, pochi minuti prima della mezzanotte, il delegato allo Sport, Alessandro Cochi, tenta di far approvare la delibera per il piano regolatore dello sport, in Assemblea scoppia l’inferno. Il pubblico presente in aula, sostenuto dall’ opposizione, ha cominciato a fare ad alta voce il conto alla rovescia fino allo scattare della mezzanotte, quando per legge la seduta è stata chiusa. La rissa è continuata ancora per qualche minuto con i comitati di quartiere che gridavano verso i consiglieri comunali di maggioranza “siete finiti, andatevene”, e qualche consigliere comunale che si è scagliato contro i rappresentanti dei comitati “quasi per aggredirli”. Sedata finalmente la rissa, la battaglia urbanistica tra le opposte fazioni ha come risultato finale l’approvazione delle seguenti delibere: la n. 13 del 2011, n. 70 del 2012, n. 3 del 2013, n. 145 del 2011, n. 76 del 2012, n. 56 del 2013, n. 57 del 2013 e nn. 36-45-49 del 2013 sui toponimi.

Cala così il sipario sulla consiliatura Alemanno con tutte le luci e le ombre che l’hanno contraddistinta. Il giudizio spetta ora agli elettori.

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