Banda larga e hi-tech, per l’Italia un miraggio

Banda_larga_sliderDiffuso il Global Information Technology Report: Italia al 50° posto su 144 Paesi. Meglio di noi Malta, Portogallo e Spagna

ROMA – I Paesi devono continuare ad investire in infrastrutture ed innovazione per godere dei benefici dell’era digitale, una raccomandazione questa contenuta nel Global Information Technology Report presentato oggi dal World Economic Forum che sottolinea anche come persista e si aggravi il divario tra i Paesi che investono nelle digitalizzazione, dove si sta procedendo a grande velocità nei processi integrativi tra aziende, servizi e network sociali, e quelli dove le nuove tecnologie stentano a farsi strada.

Il report, che analizza lo stato dell’arte ed i progressi in atto, ha preso in esame 144 Paesi del mondo, classificati secondo 54 parametri base. Secondo il rapporto per migliorare le probabilità di successo nel percorso di digitalizzazione, gli investimenti nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione devono essere coerenti e coordinate ed indipendenti dalle strutture governative.
“Più si investe – ha detto Bruno Lanvin dell’Insead, una delle più importanti business school a livello mondiale – tanto più aumentano le possibilità di arrivare al successo nell’universo digitale”. Una condizione oggettivamente riscontrabile nei Paesi con economie più forti e che trova difficoltà di applicazione in quelli dove più che il tema digitale a tenere banco sono condizioni di povertà strutturale.

Nell’indice ai primi posti della classifica ci sono i Paesi dell’Europa del Nord, come la Finlandia, al primo posto e la Svezia al terzo. Al secondo posto Singapore e poi, scendendo nell’elenco, l’Olanda al 4° posto seguita dalla Norvegia, Svizzera, Regno Unito e Danimarca; gli Stati Uniti sono al 9° posto mentre Taiwan e Corea occupano rispettivamente la 10a ed 11° posizione. La Germania è al 13° posto e, per restare nell’Europa a 27, al 26° posto troviamo la Francia al 28° Malta, al 33° il Portogallo e al 38° la Spagna.

Per trovare l’Italia bisogna scendere giù nella classifica fino al 50°, due posizioni più in basso del Montenegro che occupa il 48° ma un po’ meglio della Croazia e dell’Uruguay che occupano rispettivamente la 51esima e 52esima posizione. In Italia la copertura a 2 megabit copre il 92% della popolazione, un dato fa riferimento alla rete fissa non essendo facilmente rilevabile il wireless. Fanalino di coda nella classifica del Global Information Technology Report il Burundi dove le priorità, al momento, non sono quelle digitali.

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