Le proposte partorite dai saggi

NapolitanoNel contributo le ipotesi di riforma: dall’emergenza lavoro alla legge elettorale al taglio dei parlamentari

 

 

ROMA – Il nuovo governo “può nascere solo da scelte di collaborazione che spetta alle forze politiche compiere”. Lo ha detto, al termine della riunione con i dieci saggi al Quirinale, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha accolto la stampa nella Sala degli Arazzi di Lilla, dove il capo dello Stato si era riunito con i due gruppi di lavoro.

“La formazione di un governo, di cui il Paese ha urgente bisogno”, ha aggiunto Napolitano, “non poteva nascere per impulso del presidente della Repubblica uscente, ripercorrendo un sentiero analogo a quello battuto con successo nel novembre del 2011”.

“La parola e le decisioni” sul lavoro compiuto dai ‘saggi’ nominati, “toccano alle forze politiche e starà al mio successore trarne le conclusioni” ha affermato il presidente della Repubblica dopo l’incontro con i due gruppi di lavoro nominati sui temi politico-istituzionali e socio-economici.

Il lavoro dei due gruppi nominati da Giorgio Napolitano rappresenta “un elenco ragionato di possibili linee di azione” di un futuro governo, “lasciando alle forze politiche all’apprezzamento dei margini di convergenza e di divergenza su proposte da considerare ai fini di un impegno di governo”. Lo ha detto, al termine della riunione con i dieci ‘saggi’, Giorgio Napolitano. “Le relazioni che mi sono state presentate questa mattina -ha aggiunto il capo dello Stato- faranno parte delle mie consegne al nuovo presidente della Repubblica, oltre che essere oggetto, in questi giorni, della mia riflessione”. Relazioni che saranno disponibili sul sito del Quirinale “e potranno essere dunque valutate obiettivamente da tutti”, ha concluso Napolitano.

Le relazioni dei due gruppi di lavoro nominati da Napolitano rappresentano ”il contributo conclusivo, alla vigilia del compimento del mio mandato e della scelta del nuovo presidente, che sono stato in grado di dare alla soluzione del problema del governo dopo le elezioni del 24 febbraio”, ha detto poi lo stesso Capo dello Stato. ”Le due relazioni -ha sottolineato Napolitano- valgono a porre più che mai al centro dell’attenzione delle forze politiche i problemi essenziali cui sono legati sia il soddisfacimento delle attese e dei bisogni più urgenti dei cittadini del paese, sia lo sviluppo futuro dell’Italia”. Una seria considerazione ”dei problemi da affrontare, delle situazioni critiche da superare, delle potenzialità da cogliere e mettere a frutto o stimolare la ricerca di convergenze tra le forze politiche può favorire un clima costruttivo nel nuovo Parlamento, suggerire forme praticabili di condivisione delle responsabilità di governo e dei percorsi di riforma necessari. Quel che trasmetto e’ dunque, credo, un testimone concreto e significativo”, ha concluso Napolitano.

Si è concluso dunque il lavoro dei due gruppi di ‘saggi’ (l’uno su materie politico-istituzionali e l’altro su temi socio-economici) nominati da Napolitano. Lavoro che oggi rappresenta un passaggio fondamentale, con la presentazione al Capo dello Stato delle prime riflessioni.

In particolare il primo gruppo ha presentato a Napolitano un lavoro articolato sul piano delle riforme realizzabili con chiara attenzione alla legge elettorale, stop al bicameralismo perfetto, riduzione dei parlamentari, .

Più facile il lavoro della task force economica (Enrico Giovannini, Giovanni Pituzzella, Salvatore Rossi, Enzo Moavero Milanese, Filippo Bubbico e Giancarlo Giorgetti i membri): punterà tutto su tre macro-capitoli: «Far ripartire la crescita», unico strumento per «rendere sostenibile il debito pubblico e ridurlo», tra cui l’abbassamento delle tasse su lavoro e impresa; interventi immediati sempre finalizzati alla crescita; misure «urgenti e indifferibili» tra cui il finanziamento della Cassa integrazione in deroga.

La relazione finale sulle riforme:  Relazione_finale.pdf

Potrebbero interessarti anche