Telecom Italia valuta ipotesi 3

Bernabe_Franco_sliderI cinesi Hutchinson vogliono controllo. Si valuta l’offerta economica. Freddi i piccoli azionisti

 

ROMA – Avanti con il dossier 3 Italia ma la condizione che l’azionista Hutchinson Whampoa mette sul piatto è di quelle pesanti, se si considera che si sta parlando della principale compagnia telefonica italiana: l’integrazione della loro controllata in Telecom Italia si farà solo se il colosso cinese diverrà l’azionista di riferimento del gruppo guidato da Franco Bernabè, oggi controllato per il 22,4% da Telco, la holding che raggruppa Telefonica, Generali, Mediobanca e Intesa Sanpaolo. Il tutto mentre viene deliberato di dare mandato al management per la separazione della rete. E’ questo il risultato di un Cda fiume protrattosi per circa sei ore e che ha visto anche la partecipazione fisica dei rappresentanti del socio Telefonica, Cesar Alierta e Julio Linares.

Nel corso della riunione il management ha riferito ai consiglieri dei contatti preliminari intervenuti con 3 e il suo azionista di controllo Hutchison Whampoa relativi a un percorso di integrazione di 3 Italia in Telecom, che potrà avvenire eventualmente mediante conferimento o fusione per incorporazione.

Ma il colosso cinese, come già emerso da recenti indiscrezioni di stampa, ha condizionato l’operazione all’acquisizione di un’ulteriore quota azionaria in Telecom (post conferimento o fusione) tale da farne l’azionista di riferimento della società. Per verificare che ci siano le premesse necessarie per approfondire il progetto di un’integrazione con 3 Italia, il Cda di Telecom ha designato un comitato di quattro consiglieri – 3 espressione dell’azionista Telco e uno dei fondi – che affiancheranno il presidente Bernabè. Ne fanno parte i consiglieri Gabriele Galateri (presidente di Generali), Julio Linares (Telefonica) ed Elio Catania (indipendente e presidente del comitato per il controllo e rischi), in rappresentanza di Telco, e l’economista Luigi Zingales, eletto in quota Assogestioni.

Intanto l’ipotesi di un’operazione con 3 Italia sembra procedere di pari passo con il progetto di spin-off della rete: il Cda di Telecom ha deliberato infatti di dare mandato al management a definire il percorso operativo di fattibilità per la separazione della rete di accesso.

Il titolo Telecom in Borsa ha consolidato i guadagni della vigilia e ha chiuso con un rialzo dell’1,74% a 0,6125 euro. Vivaci i volumi, pari all’1,1% del capitale. Gli azionisti di Telco “dicano una volta per tutte cosa vogliono fare, giochino a carte scoperte. Il loro futuro è arrivato al capolinea: ognuno si assuma le sue responsabilità”. Lo afferma Franco Lombardi, presidente dell’Associazione Azionisti Telecom Italia (Asati), dopo le decisioni del Cda di ieri.

Asati ritiene “che l’iniziativa intrapresa, per un eventuale accordo con l’azionista Hutchison Whampoa, su proposta del presidente esecutivo, sia da considerarsi positiva solo per aver rimesso al centro della attuale crisi grave in cui versa la società, il tema della governance e la definitiva posizione dell’azionista di controllo, e quindi far uscire allo scoperto le vere intenzioni degli stessi soci Telco”.

“Il fatto della notizia di un potenziale nuovo azionista – prosegue Lombardi – che pone la condizione di diventare di riferimento attraverso operazioni senza lanciare un’opa è da considerarsi utile allo scopo, perché riaccende il dibattito per il futuro ma è solo una provocazione”.

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