La ‘trasparenza’ amministrativa viaggia sul web

Trasparenza-sliderI ministeri della Difesa e dell’Interno al top per informazioni e dati pubblicati. Negligenti le agenzie fiscali

 

 

ROMA – La ‘trasparenza’ amministrativa viaggia sul web ed è prerogativa dei ministeri della Difesa e dell’Interno. I due dicasteri infatti sono al primo posto per informazioni e dati dei rispettivi siti web istituzionali. Il ministero delle Politiche agricole e quello del Lavoro, invece, chiudono la graduatoria.

E’ quanto emerge dall’ultimo monitoraggio della ‘Bussola della Trasparenza’, un sistema che misura il livello di trasparenza sul web delle singole amministrazioni e che assume riflessi importanti in materia di prevenzione e contrasto alla corruzione.

I due ministeri primi nella ‘top ten’, infatti, hanno rispettato al 100% gli obblighi di pubblicare una serie di dati sui siti istituzionali rispondendo a tutti gli indicatori richiesti.

Una serie di notizie dettagliate che vanno da nominativi, curricula e retribuzioni dei dirigenti, dei titolari di posizioni organizzative e di coloro che rivestono incarichi di indirizzo politico o amministrativo, per arrivare ai dati sulla gestione dei pagamenti, ossia “i tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture, con l’indicatore di tempestività dei pagamenti, nonché tempi medi di definizione dei procedimenti e di erogazione dei servizi con riferimento all’esercizio finanziario precedente”. Ma la trasparenza comprende anche, ad esempio, la pubblicazione dell’elenco dei bandi di gara.

Sempre per le amministrazioni centrali, in vetta alla classifica si trovano anche il ministero dello Sviluppo economico (97,62%), Mef e Presidenza del Consiglio con 93,75%. A seguire il Dipartimento della Funzione pubblica con una percentuale di appena l’87,50%, alquanto sorprendente se si considera che la ‘Bussola’ è realizzata proprio da questa amministrazione.

Il monitoraggio con ‘open data’ accessibili a tutti online, è effettuato su 10.685 siti della pubblica amministrazione che sono suddivisi in 15 sezioni. Orientarsi nel grande archivio web è semplice e di immediata lettura anche se la massa di informazioni è davvero corposa. Tra le tante classifiche spicca quella delle quattro Agenzie fiscali, che si distinguono per negligenza, tra queste l’Agenzia del Demanio che risulta praticamente inadempiente avendo soddisfatto appena 2 indicatori su 34, seguita a ruota dall’Agenzia del Territorio con 4 su 34.

Poco trasparenti, sotto questo profilo, sono anche i due enti di previdenza, Inps e Inail, con l’Inail in avanti con una percentuale del 21, 43% e l’Inps con 11,90%. Al primo posto tra gli ‘altri enti’ l’Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco, che soddisfa pienamente le richieste, seguita a ruota dall’Aci con 95,24% mentre al terzo posto con un forte distacco è l’Enac con 45,24%.

Classificati anche 77 ospedali in tutta la penisola, tra questi al primo posto risulta il San Giovanni Addolorata di Roma (100%), fanalino di coda il S.Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno.

Fra le 16 Regioni censite invece, tra le quali anche quattro a Statuto speciale, è la Liguria a essere in cima con una percentuale dell’82,93%, all’ultimo l’Emilia Romagna con 14,63%. La regione Lazio si classifica all’ottavo posto dietro a Abruzzo, Sicilia e Lombardia.

I link più corposi riguardano i Comuni, le Province, le Camere di commercio, le Asl, gli Iacp, le scuole.
Un sistema comunque, che consente a tutti di elaborare statistiche in tempo reale e di scaricare i dati in formato ‘open data’.

E’ possibile effettuare subito una verifica su un sito istituzionale della Pa e visualizzarne in modo semplice i risultati con il sistema degli ‘emoticon’, le faccine, verdi, gialle o rosse con lo stesso criterio cromatico di un semaforo. Verifica che viene effettuata comparando i contenuti trovati con quelli definiti e standardizzati nelle linee guida.

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