Sigma Tau chiude il 2012 in crescita

Sigma-Tau_sliderUtile netto positivo per 48,4 milioni contro la perdita di 21,1 del 2011. L’ad Montevecchi: “Avanti con gli investimenti”

 

ROMA – Esercizio 2012 positivo per l’italiana Sigma Tau, che ha registrato l’anno scorso un utile netto pari a 48,4 milioni di euro (contro la perdita di 21,1 milioni del 2011), ricavi operativi netti per 688 milioni (+3,8%) e un margine operativo lordo in crescita del 47,2% a 156,7 milioni.

Il bilancio 2012, approvato dal Consiglio di amministrazione di Sigma Tau Finanziaria, evidenzia “un riequilibrio dei risultati del gruppo nonostante una congiuntura economica ancora difficile – precisa l’azienda in una nota – grazie ad una crescita del business nei mercati esteri, in particolare negli Stati Uniti. A controbilanciare le difficoltà del mercato farmaceutico tradizionale, e’ stata la buona performance del business delle malattie rare ed il continuo miglioramento del business dei nutraceutici”.

“Le manovre finanziarie del Governo italiano nel corso del 2012 (dal dl liberalizzazioni alla cosiddetta spending review, fino al decreto Balduzzi) – precisa il gruppo – hanno continuato a penalizzare le attività di Sigma Tau nel nostro Paese, date le modifiche strutturali del mercato farmaceutico che ne sono conseguite, con l’effetto in parte di vanificare gli interventi promossi dalla società in linea con il Piano di risanamento approvato nei primi mesi del 2012 e di rendere necessarie ulteriori azioni di riorganizzazione e razionalizzazione, che verranno implementate nel corso del 2013”.

Il gruppo “continuerà a perseguire con determinazione gli obiettivi di recupero di marginalità e di efficienza – si legge ancora nella nota – seppure in un contesto che si prevede ancora negativo per il suo principale mercato, ossia l’Italia”.

“Siamo moderatamente soddisfatti dei risultati conseguiti nel 2012”, commenta l’amministratore delegato di Sigma Tau, Andrea Montevecchi. “Abbiamo raggiunto i risultati previsti nel primo anno del piano di risanamento, attraverso il monitoraggio dei costi e il riequilibrio della gestione industriale”, aggiunge, precisando tuttavia che “la nostra attività in Italia continua ad accusare un rallentamento principalmente riconducibile ai provvedimenti governativi intervenuti in corso d’anno, che hanno modificato pesantemente il quadro di riferimento.

I risultati ottenuti confermano comunque la scelta di impegnarci a completare nell’arco dei prossimi tre anni un importante piano di investimenti nel Paese, nella convinzione che gli orientamenti delle autorità in materia farmaceutica siano destinati a cambiare, pena la completa deindustrializzazione del settore.

“Gli investimenti previsti – conclude l’Ad – consentiranno di focalizzare le risorse nelle attività a maggiore redditività e anche di indirizzare alla ricerca una parte degli stessi, implementando un nuovo modello ‘biotech’ che punterà su una struttura organizzativa snella e focalizzata su progetti selezionati”.

Il buon andamento dei ricavi operativi netti – spiega Sigma Tau – deriva da un lato dalla crescita a due cifre delle vendite nei mercati esteri dei farmaci per le malattie rare (+35%) e dei prodotti nutraceutici (+16%) e parzialmente compensato dalla riduzione delle vendite dei farmaci tradizionali, sia in Italia (-3%) che in altri Paesi (-8%).

Per quanto riguarda la distribuzione geografica del fatturato consolidato, l’incidenza del Nord America sale (dal 14% a fine 2011 al 18% a fine 2012), mentre l’Italia ha continuato a ridurre il proprio peso passando dal 66% a fine 2011 al 61% a fine 2012. All’aumento del risultato netto ha contribuito, oltre che un’efficace gestione operativa – prosegue l’azienda – anche il saldo positivo della gestione finanziaria.

Il business tradizionale, pur con ricavi netti in diminuzione del 3% a 533,7 milioni di euro a fine 2012, ha migliorato la propria redditività generando circa 70 milioni di euro di Ebitda contro i circa 50 milioni dello scorso esercizio, e continua a rappresentare la principale area di attività. Oltre al margine operativo lordo di gruppo, cresciuto grazie anche alla riduzione dei costi derivante dall’attuazione del Piano di risanamento per le controllate italiane, e’ in forte miglioramento anche il margine operativo netto: da una perdita di 5,5 milioni a fine 2011 si passa a un risultato positivo per 60,2 milioni a fine 2012, beneficiando anche della riduzione del valore complessivo di ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti. La posizione finanziaria netta, pari a 140,3 milioni a fine 2012, e’ migliorata di circa 120 milioni rispetto all’anno precedente.

Quanto a Sigma Tau Ifr (Industrie farmaceutiche riunite), “ha continuato ad essere fortemente penalizzata oltre che da una congiuntura economica recessiva anche dalle importanti modifiche strutturali dell’industria farmaceutica conseguenti alle manovre finanziarie governative volte al contenimento della spesa sanitaria”.

Il valore della produzione, pari a 358,2 milioni di euro, ha subito un ulteriore rallentamento nel 2012, con un decremento del 7,2% rispetto all’esercizio precedente. Il risultato d’esercizio si conferma negativo anche nello scorso esercizio per 10,3 milioni di euro, per quanto in sensibile miglioramento – conclude l’azienda – rispetto alla perdita di 35,9 milioni del 2011.

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