11:39 | Viterbo, truffe a società assicurazioni. Sgominata banda

Sgominata da polizia e guardia di Finanza di Viterbo una banda accusata di aver commesso truffe ai danni di varie società assicuratrici ed operatori commerciali: il bilancio dell’ operazione – chiamata Gost Truck e svolta sull’ intero territorio nazionale, in particolare in Lombardia, Piemonte, Toscana, Umbria, Lazio, Calabria e Sicilia – è di 8 persone arrestate (tutte italiane, alcune vicine ad organizzazioni criminali ‘ndranghetiste) 17 denunciati e 16 perquisizioni locali e domiciliari.

Le indagini, durate circa due anni e coordinate dalla Procura di Viterbo, hanno individuato un consolidato meccanismo di frode nel quale sono coinvolte, a vario titolo, 25 persone e 16 società del settore delle infrastrutture, del movimento terra e dei trasporti.

La frode avveniva con un metodo sistematico e preciso e attraverso artifizi e raggiri ai danni di varie società assicuratrici la banda riusciva a conseguire illeciti profitti. Ciò era possibile anche grazie ad una fitta rete di connivenze e complicità, riconducibili allo spessore criminale di alcune persone che fanno capo a organizzazioni criminali della provincia di Reggio Calabria.

Il meccanismo di frode era stato pianificato ed attuato attraverso tre fasi: individuazione dei mezzi oggetto del sistema di frode; occultamento, trasporto e ‘sparizione’ dei mezzi; predisposizione di false denunce di furto-simulazione di reato e richiesta di risarcimento alla società assicuratrice.

Nella prima fase i mezzi venivano reperiti sulla base di un collaudato ‘modus operandi’ che coinvolgeva, di volta in volta, società riconducibili all’organizzazione criminale del settore delle infrastrutture, dei trasporti e del movimento terra, che procedevano al noleggio presso varie concessionarie sparse sul territorio nazionale di macchine operatrici per il movimento terra d’ingente valore commerciale e non dotate di codici o numeri seriali di riconoscimento risultanti da pubblici registri; società gestite dall’organizzazione, proprietarie dei mezzi di trasporto per il movimento terra, ovvero di macchine operatrici non iscritte in pubblici registri.

Le persone di volta in volta incaricate, sulla base di precise direttive ricevute dagli organizzatori della frode producevano false certificazioni di lavoro per attestare che le macchine noleggiate fossero ‘impegnate’ nello svolgimento di lavori all’interno di cantieri precedentemente individuati. Nella fase successiva, i vertici dell’ organizzazione, tramite l’intervento di società di trasporto ad essi riconducibili, attraverso autisti di propria fiducia provvedevano al trasporto su strada delle macchine presso alcuni porti nazionali con destinazione Sicilia, per ‘far sparire’ i mezzi dal territorio dello Stato, potendo contare su ‘appoggi’ logistici all’estero opportunamente precostituiti.

Nella terza ed ultima fase, a sparizione avvenuta veniva denunciato il furto delle macchine operatrici in questione, ormai al sicuro fuori dal territorio delle Stato, in particolare a Malta. L’organizzazione criminale, che aveva quali elementi di spicco e menti pensanti Giovanni Guarnieri e Giuseppe Di Giovanni, detto Pino, ha conseguito un illecito profitto quantificabile in oltre un milione di euro.

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