Per Finmeccanica una nuova stagione di relazioni industriali

Finmeccanica_sliderNuovi rapporti con i sindacati per la fase di rilancio. L’osservatorio sulle strategie si riunirà due volte l’anno


ROMA – Svolta nei rapporti tra Finmeccanica e sindacati. L’azienda ha deciso infatti di aprire una nuova stagione, firmando un protocollo per un nuovo modello di relazioni, sottoscritto unitariamente da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, con l’obiettivo di coinvolgere i lavoratori nella fase di rilancio del gruppo.

“Finmeccanica – ha detto l’amministratore delegato, Alessandro Pansa – è partita dall’idea di trovare una diversa struttura di relazioni sindacali, in un mondo dominato da rapporti finanziari. Dove ci porterà non lo so. E’ un tentativo di strutturare le relazioni sul modello tedesco? Non lo so. Non e’ una cosa che si fa in poco tempo. Questo processo sarà in grado di avanzare se entrambe le parti sapranno gestire le situazioni in un modo tale da far sì che cresca dentro i sindacati la maturità comportamentale per vedere l’azienda come uno strumento importante per la crescita e all’interno del management la capacità di gestire i processi con i sindacati”.

In particolare si cercherà di attuare un modello partecipativo evoluto attraverso l’istituzione di tre livelli di informazione e consultazione: un osservatorio sulle strategie di Finmeccanica, un osservatorio nazionale di settore e livelli di confronto internazionali. Più nello specifico, all’interno dell’osservatorio sulle strategie del gruppo è previsto che, in caso di eventi di carattere eccezionale, ci siano incontri su tematiche di interesse sindacale con il Group Management Committee, l’organo decisionale sulle strategie future di Finmeccanica. Pansa ha chiarito che in questa fase il ruolo dei sindacati è di informazione e discussione aggiungendo che “per il futuro dipende da cosa saremo in grado di fare, ma niente è precluso”.

L’osservatorio sulle strategie del gruppo, composto dal vertice di Finmeccanica e dai tre rappresentanti nazionali delegati da Fim, Fiom e Uilm si riunirà due volte all’anno e in quella sede l’azienda “fornirà informazioni in ordine alle prospettive e alle scelte strategiche”, nonchè sull’andamento economico, sulla competitività, sui trend occupazionali, sulle alleanze e sui progetti di investimento.

Soddisfatti i sindacati. Per Massimo Masat, coordinatore nazionale Fiom-Cgil del gruppo, oggi, “dopo anni in cui nel nostro Paese si e’ venuta affermando l’idea che la competitività dell’impresa poteva passare solo attraverso la contrazione dei diritti del lavoro e la marginalizzazione del sindacato, si apre una fase nuova”.

Secondo il segretario nazionale della Fim, Marco Bentivogli, con l’accordo si può “dimostrare che investire nella partecipazione fa uscire più forti dalla crisi, perché in questi anni le relazioni industriali del Paese non hanno fatto il salto di qualità che meritavano, si sono concentrate sulle crisi e si sono indebolite anche a livello di stabilimento, nel rapporto con l’indotto e nelle scelte strategiche centrali e sovranazionali”.

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