Consiglio di Stato sblocca il piano rifiuti della Regione

RifiutiAnnullata la sentenza del Tar del Lazio del 2012. Il rischio di una “procedura comunitaria di infrazione”

 

ROMA – Torna in vigore il piano di gestione dei rifiuti del Lazio approvato con deliberazione del Consiglio regionale del Lazio del 18 gennaio dell’anno scorso. Lo ha deciso il Consiglio di Stato capovolgendo una precedente decisione del Tar del Lazio sullo stesso provvedimento. In particolare i giudici della V sezione del Consiglio di Stato, presieduti da Vito Poli, hanno emesso un’ordinanza accogliendo la richiesta cautelare formulata dalla Regione, sospendendo così l’esecutività della sentenza impugnata, ossia quella emessa dal Tar del Lazio.

I giudici amministrativi di primo grado il 9 gennaio scorso, pronunciandosi infatti su un ricorso presentato dai Verdi avevano annullato con una sentenza il piano regionale dei rifiuti. Ora il Consiglio di Stato, pronunciandosi sull’appello della Regione, l’ha accolto ritenendo “che presenta consistenti profili di ‘fumus’ nella parte in cui contesta la presenza dell’interesse ad agire delle associazioni ambientaliste e del privato in relazione all’impugnativa di un atto generale che per il suo contenuto programmatorio non incide direttamente sulla sfera giuridica degli odierni appellati – si legge nell’ordinanza – Ritenuta l’esistenza del danno grave ed irreparabile paventato dall’appellante in quanto l’annullamento del piano espone lo Stato italiano, e specificamente la Regione Lazio, a procedura comunitaria di infrazione”.

Per avere una pronuncia definitiva si dovrà attendere la discussione dell’appello nel merito in un’apposita un’udienza che dovrà essere fissata.

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