Umberto I, muore dopo risonanza magnetica

umberto-ILa donna, morta in dieci minuti dopo l’iniezione, aveva 53 anni. L’autopsia chiarirà le cause e le responsabilità dei medici

 

ROMA – Saranno i risultati dell’autopsia, disposta dalla procura di Roma, a fare luce sul decesso di Rosaria Mancini di 53 anni morta lo scorso 11 aprile al policlinico Umberto I dopo l’iniezione del liquido di contrasto iniettato per la risonanza magnetica. Dopo la denuncia del marito, la procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo per capire se l’équipe medica ha utilizzato tutte le cautele possibili per evitare la tragedia. La donna infatti, secondo quanto raccontato dal marito, era allergica al liquido che le è stato iniettato. Le indagini dovranno chiarire se e quali responsabilità hanno i medici.

“Era arrivata al Policlinico Umberto I di Roma per effettuare una risonanza magnetica, un semplice esame di routine. Ma Rosaria Mancini, una signora di 53 anni, non arriva neanche a sdraiarsi sul lettino, perche è deceduta subito dopo l’iniezione del liquido di contrasto, ancor prima, quindi, di effettuare l’analisi per cui era arrivata. I tentativi di rianimazione tentati da decine di medici sono stati inutili. Si pensa sia deceduta per un’allergia al liquido di contrasto iniettato prima dell’esame, ma le circostanze sono ancora da accertare. La signora soffriva di problemi al pancreas, per questo doveva essere costantemente monitorata.

La sua intolleranza al liquido era conosciuta dal personale medico che aveva visitato diverse volte la donna prima della scorsa settimana. Ora bisogna verificare se nell’ultima occasione siano state adottate le stesse procedure utilizzate nelle precedenti circostanze”. Così una nota del Codici che annuncia “che sarà presentato un esposto alla Procura della Repubblica al fine di verificare i fatti accaduti. È infatti necessario accertare se il farmaco somministrato alla donna abbia avuto un dosaggio diverso rispetto al passato e se sia stata questa la causa del decesso”.

“Insomma – commenta Ivano Giacomelli, segretario Nazionale del Codici – è necessario far luce sull’eventualità di un errore medico, di un comportamento negligente, oppure di una tragica casualità che ha avuto conseguenze così funeste. Se ci sono dei responsabili, questi vanno individuati”.

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