Roma-Lazio, aspettando la Coppa Italia

Derby_Roma_LazioLazio dagli altari del girone di andata alla polvere del ritorno. Situazione contraria in casa giallorossa

 

 

ROMA – Dunque per la prima volta nella storia della coppa Italia la finale sarà il derby della Capitale Roma-Lazio. C’erano state altre due stracittadine: nel 1937-38 a Torino, con finale di andata e ritorno, vinte entrambe dalla Juventus, e nel 1976-77 a Milano con finale secca vinta dal Milan per 2-0. I precedenti Roma-Lazio in coppa Italia sono 17, con 9 vittorie giallorosse, 5 biancoazzurre e 3 pareggi.

Ci sarebbe da essere orgogliosi per la tifoseria della capitale, con le due squadre giunte alla finale dopo aver eliminato i migliori club italiani. Ma lo spirito con cui Roma e Lazio arrivano all’ultima partita è profondamente diverso.

In casa biancoceleste infatti è ormai conclamata una crisi che ha fatto del girone di ritorno poco più che un calvario. Dodici punti in 13 partite, dopo i 39 raccolti nello splendido girone d’andata che avevano fatto della Lazio l’anti Juventus; 12 gol fatti contro 20 subiti nel girone di ritorno (40 contro 37, i totali); l’attacco che non segna più e la difesa che fa acqua da tutte le parti; una lista di infortunati che si allunga ogni giorno. E quel che scotta di più al popolo laziale è l’aggancio in classifica da parte della Roma, il mal di pancia di Hernanes e la scomparsa di Klose.

Insomma i risultati del girone di ritorno inchiodano la Lazio ad un ritmo retrocessione, che la vedrebbe in un’umiliante 17ª posizione a braccetto con la disastrata Inter e il modesto Chievo. Peggio della Lazio, al ritorno, hanno fatto soltanto il Genoa (11 punti), il Parma (10) e il già retrocesso Pescara. E se è vero che anche nelle ultime due stagioni il club biancoceleste aveva subito una flessione nella seconda parte del campionato, è altrettanto vero che un crollo del genere non si era mai verificato.
Di chi le colpe? E’ presto detto. Dopo i proclami di inizio stagione sono stati tutti disattesi, a cominciare dai quattro campioni annunciati da Lotito e mai arrivati, tutti puntualmente disattesi, sarebbe bastato un piccolo sforzo a gennaio con l’acquisto di un paio di rinforzi normali. Ma evidentemente il presidente o non ci ha creduto o non aveva soldi da spendere. Anche Petkovic, spesso accusato di essere uno ‘yesman’, davanti all’evidenza ha dovuto ammettere la pochezza delle risorse a sua disposizione. “Per lottare a certi livelli serve una rosa più ampia”, ha detto dopo la Juve.

Tutt’altra situazione in casa giallorossa. Dopo la delusione cocente dell’era Zeman, il girone d’andata per la Roma si era chiuso con un modesto sesto posto in classifica a 32 punti (-7 dalla Lazio), con 43 gol fatti e 33 subiti. La crisi apertasi con le dimissioni dell’allenatore boemo avrebbe potuto peggiorare sensibilmente le cose.

E invece, pescato “in magazzino” lo sconosciuto Andreazzoli, le cose hanno cominciato a marciare alla grande: 19 punti nel girone di ritorno, l’aggancio alla Lazio a 51 punti, il pareggio nella stracittadina e una difesa che ha ritrovato l’equilibrio perduto. Da qui al 26 (o 27) maggio le cose potrebbero cambiare nuovamente. Se ciò non dovesse accadere, le due squadre romane affronterebbero la finale di Coppa con spirito e stato di forma molto diversi.

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