Euforia in Borsa dopo l’elezione di Napolitano

Indici_borsa_sliderCalano i rendimenti dei titoli di Stato. Lo spread scende sotto il tetto ideale fissato da Monti

 

 

ROMA – La rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale esorcizza le paure sulla tenuta dell’Italia e allontana i timori legati all’instabilità politica. Prima ancora della formazione di un governo che avvii le riforme e intervenga con misure di rilancio dell’economia reale, i mercati stamattina aprono all’insegna dell’ottimismo. Si allenta della tensione sul debito pubblico e il rendimento dei titoli di Stato a due anni sprofonda all’1,22%, ai minimi da vent’anni. Anche i titoli a più lunga scadenza sono oggetto di scambi: il decennale arriva a rendere il 4,1%, ai minimi dall’ottobre 2010.

Il temutissimo spread, cioè la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi, è sceso a 282 punti (dopo aver chiuso venerdì a 298), sotto il tetto dei 287 punti che lo stesso premier uscente Mario Monti si era posto come obiettivo ottimale.

Ma è soprattutto a Piazza Affari che si respira da stamattina un’aria di sollievo e di ottimismo. L’indice generale mentre scriviamo è in rialzo dell’2,15%, spinto dall’ottima performance dei titoli finanziari, con Ubi Banca che cresce del 5% e il Banco Popolare del 4,4% mentre Unicredit sale del 4,2%. L’unico in controtendenza è il titolo Rcs che registra le dimissioni di Andrea Bonomi dal consiglio di amministrazione.

Anche le altre piazze europee crescono: Londra avanza dello 0,6% come Francoforte, mentre Parigi guadagna lo 0,3%. L’euro è in lieve rialzo sopra 1,30 dollari.

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