Napolitano, al lavoro per il governo

NapolitanoOggi alle 17 l’insediamento. Il nuovo esecutivo potrebbe essere già pronto entro la settimana. Giuliano Amato o Anna Maria Cancellieri in pole position per la leadership. Resta l’incognita del Pd, uscito lacerato dal voto sul Presidente della Repubblica

 

 

ROMA – Alle 17 seduta comune del Parlamento per l’insediamento e il giuramento di Giorgio Napolitano, rieletto Presidente della Repubblica sabato scorso. Nel suo discorso preciserà le prerogative del suo secondo mandato. Da domani inizierà le consultazioni per la formazione del governo. Mercoledì potrebbe già affidare l’incarico al futuro presidente del Consiglio. Il Capo dello Stato chiederà una assunzione di responsabilità a Pd, Pdl, Lega Nord e Scelta civica.

L’obiettivo da raggiungere e’ facilitato dalle condizioni poste da Napolitano nel momento in cui ha accettato la candidatura: serve un governo di larghe intese per affrontare le emergenze politiche ed economiche. Questa volta, a differenza di quanto avvenuto per l’esecutivo guidato da Mario Monti, i partiti dovranno designare esponenti di punta per il governo che entro la settimana, a tempo di record, potrebbe essere già in funzione.

Il problema da risolvere, secondo le indiscrezioni, e’ quello di trovare una mediazione tra le posizioni di Pdl e Pd. Il primo vorrebbe un esecutivo di forte caratura politica, il secondo preferirebbe ministri di area o che della compagine ministeriale facciano parte i ”saggi” nominati da Napolitano che hanno steso i documenti programmatici ora destinati a diventare l’ossatura programmatica del governo.

Per quanto riguarda la premiership, la scelta più probabile sarebbe quella di Giuliano Amato o Anna Maria Cancellieri con tre vice: Enrico Letta, vicesegretario del Pd, Angelino Alfano, segretario del Pdl, e Mario Mauro, Scelta civica. Sulla candidatura di Amato c’è però’ da superare il veto della Lega Nord. Il segretario Roberto Maroni e Umberto Bossi dichiarano: ”Mai a palazzo Chigi chi ha portato via i soldi alla gente”.

Ci sono problemi anche nel Pd. Rosy Bindi annuncia che ”le larghe intese non sono la soluzione migliore”. Con Pier Luigi Bersani e l’intera segreteria dimissionaria, il Pd deve decidere come gestire questa fase. La riunione di Direzione di domani dovrà fissare la data del congresso straordinario da tenersi prima dell’estate e deciderà probabilmente di eleggere un gruppo dirigente transitorio che dovrà gestire questa fase in modo collegiale. Fra una decina di giorni si dovrebbe tenere l’Assemblea nazionale del partito. Ma e’ sulla scelta di sostenere o meno il nuovo governo che il dibattito nel Pd potrebbe precipitare fino alla scissione.

Franco Marini, candidato per il Quirinale bocciato dai franchi tiratori del Pd, dice la sua a ”In mezz’ora” su Raitre: ”E’ semplice da spiegare come sia stata costruita la mia candidatura. Bersani ha capito prima di altri che il risultato elettorale, la nostra maggioranza alla Camera ma minoranza al Senato, e la necessità assoluta di guidare il paese in difficoltà, imponevano un rapporto con un’altra forza, il Pdl, che ha preso quasi i nostri voti. Sapevo che ci sarebbero stati degli astenuti, ma ce ne sono stati troppi. Non ho avuto una reazione scomposta”. Prosegue l’ex presidente del Senato: ”Io sono stato vittima del mio partito allo sbando. Il dramma non e’ nato quando Marini ha avuto 521 voti ma quando Bersani, per questo non governo del partito, ha deciso di cambiare strategia e ha chiamato Prodi dall’Africa e lui e’ stato bruciato”. Giudizio negativo su Matteo Renzi che aspira alla guida del Pd: ”Renzi e’ uno che ha un livello di ambizione sfrenata, a volte parla e non si sa quello che dice, cerca solo i titoli sui giornali. Se non modera questa ambizione finisce fuori strada”.

Dichiara intanto Renzi: ”Non mi interessa quando il Pd andrà a congresso, ma che il partito sia in sintonia con gli italiani. La scelta di Fabrizio Barca a favore di Stefano Rodotà e’ stata singolare e intempestiva. Le vicende di questi giorni hanno dimostrato che la politica o cambia o salta in aria”.

C’era poi attesa per l’arrivo di Beppe Grillo a Piazza Santi Apostoli ieri per la manifestazione indetta dal M5S. Ma Grillo non e’ riuscito a entrare nella piazza strapiena di manifestanti: scortato dalle forze dell’ordine e’ stato riportato alla sua macchina dove, prima di entrare e andare via, e’ salito sul tetto e ha salutato i partecipanti. La manifestazione si e’ poi trasformata in un corteo che si e’ sciolto nei pressi del Colosseo.

Grillo aveva tenuto in mattinata una conferenza stampa: ”L’hanno fatta grossa. Ieri ho detto golpe, ma intendevo golpettino istituzionale furbo. Questi stanno rubando un anno di tempo. Non so se se lo possono permettere. Rodotà sarebbe stato un presidente di garanzia per tutti gli italiani”.

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