Al via consultazioni lampo di Napolitano

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Via agli incontri con tutte le forze politiche. Il Capo dello Stato potrebbe assegnare l’incarico già domani. Alle 17 riunione della direzione del Pd

 

 

ROMA – Saranno gli incontri con i presidenti di Senato e Camera, Piero Grasso e Laura Boldrini, a inaugurare oggi le consultazioni del Capo dello Stato. Seguirà un rapido giro di incontri con le rappresentanze parlamentari per verificare eventuali aggiornamenti delle posizioni già illustrate nelle precedenti consultazioni per la formazione del nuovo governo.

Secondo le previsioni, il nome del presidente incaricato potrebbe arrivare già domani. Le indiscrezioni continuano a puntare i riflettori su Giuliano Amato ed Enrico Letta ma in serata e’ spuntato a sorpresa il nome di Matteo Renzi. A farlo esplicitamente e’ Matteo Orfini, che fa parte della corrente dei ”giovani turchi” del Pd, nel corso della trasmissione ‘Piazza pulita’ su La7: ”In Direzione proporrò Renzi alla presidenza del Consiglio. Mi piacerebbe sapere se Renzi, che rivendica il suo coraggio e la sua voglia di dare un contributo, se la sente di accettare una ipotesi del genere. Penso che la sua sarebbe una candidatura in grado di sfidare tutti sul terreno del governo”. Conclude Orfini: ”Come e’ noto gli elettori del M5S apprezzano molto quello che dice Renzi, così come fanno quelli del Pdl. E poi noi non possiamo votare qualsiasi governo”. Questa posizione esprime il malessere del Pd alla vigilia della riunione della Direzione che si terrà alle 17. In questa sede si dovrà decidere la linea da adottare verso il governo delle larghe intese a cui lavora il Presidente Napolitano e si dovrà eleggere un gruppo di gestione del partito (dove potrebbe tornare nomi come Massimo D’Alema, Walter Veltroni e Franco Marini) dopo le dimissioni di Pier Luigi Bersani e dell’intera segreteria.

All’ordine del giorno della Direzione c’è pure l’iter del congresso straordinario che dovrebbe tenersi entro l’estate (tra una decina di giorni potrebbe essere convocata l’Assemblea nazionale del partito). Intanto e’ probabile che a rappresentare il Pd nelle consultazioni al Quirinale, dopo il passo indietro di Bersani, vadano i due capigruppo di Senato e Camera, Luigi Zanda e Roberto Speranza, insieme al vicesegretario Letta.

Sulla posizione di Orfini si schiera Andrea Orlando, responsabile Giustizia del Pd, altro ”giovane turco”: ”Per la presidenza del Consiglio si può pensare o ad una personalità terza di garanzia e di grande profilo istituzionale oppure si può pensare a un leader politico. E Matteo Renzi rientra senz’altro in questo ruolo”.

Renzi, ospite di ‘Otto e mezzo’ su La7, dichiara: ”Il Pd deve scegliere se stare nel governo da protagonista. Penso che il centrosinistra debba smettere di vivere di paura e contrasti. Dobbiamo dire purtroppo non abbiamo vinto le elezioni e non possiamo andare alle elezioni, ci tocca governare con altri, come abbiamo fatto dal 2011 al 2013”.

Il sindaco di Firenze si spiega: ”Non credo di essere particolarmente portato per fare il segretario del Pd vecchio stile. Se il Pd e’ quello che abbiamo visto in questi anni, no. Si, se invece il Pd e’ una cosa che serve al Paese. Il Pd deve cambiare e non deve vivere più di paure e fantasmi”. Quanto a una eventuale coabitazione con Fabrizio Barca al vertice del partito, Renzi precisa: ”Barca ha fatto dal governo delle cose interessanti. Ma certo che possiamo lavorare insieme. Ora vediamo. Si e’ iscritto adesso al partito. Io l’ho incontrato solo una volta per parlare dei fondi per il Maggio fiorentino. Poi non me li ha dati, ma tanto io li ho trovati lo stesso”.

Malgrado la fermezza della parole usate da Napolitano nel suo discorso di investitura di ieri che ha fatto più volte riferimento alle condizioni poste da lui stesso per la riconferma al Quirinale (”Ho detto di sì per dare un governo al Paese, farò ciò che mi compete, non oltre i limiti del mio ruolo. Ma tutte le forze politiche si prendano con realismo le loro responsabilità”), non e’ scontato che tutto il Pd possa votare qualsiasi formula di governo. Se il premier fosse Amato e nella squadra dei ministri ci fossero esponenti di punta del Pdl, il dissenso potrebbe ridividere il partito fino al precipizio di una scissione.

”Se votassimo un governo con Alfano, Violante, eccetera e presieduto da Amato, il giorno dopo non esisterebbe più il Pd”, ha dichiarato Orfini. Più o meno stessa posizione da parte di Rosy Bindi che non auspica un governo politico. Più disponibile Debora Serracchiani, neo governatrice da ieri sera della Regione Friuli Venezia Giulia, che punta l’indice contro coloro che hanno bocciato la candidatura di Romano Prodi al Quirinale: ”Voglio conoscere i nomi dei 101 franchi tiratori”.

La Lega Nord fa sapere nel frattempo che non ha nessuna intenzione di far parte di un esecutivo che abbia come premier Amato. Per sottolineare questa posizione la delegazione del Carroccio salirà al Quirinale in modo autonomo e non insieme alla delegazione del Pdl, come e’ avvenuto nelle scorse settimane.

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