Astaldi approva bilancio 2012 e rinnova Cda

Astaldi_sliderLa società romana chiude con un utile di 74 milioni. Approvato l’aumento di capitale da 35. Il Cda rimarrà in carica fino al 2015

 

 

ROMA – Via libera dell’assemblea degli azionisti al bilancio 2012 del gruppo Astaldi. I soci hanno approvato a larghissima maggioranza i conti dello scorso esercizio che hanno chiuso con un utile netto consolidato di 74 milioni di euro a fronte di 2,5 miliardi di ricavi, con un Ebitda in crescita del 2% di 264,5 milioni. Il portafoglio ordini supera 10 miliardi dopo nuovi ordini di 2,5 miliardi nel 2012, mentre il debito netto di gruppo è di 622,9 miliardi a fine 2012.

L’assemblea ha quindi approvato la proposta del Cda relativa alla distribuzione di un dividendo pari a 0,17 euro per azione, che sarà messo in pagamento il 6 giugno prossimo (stacco della cedola il 3 giugno 2013, record date 5 giugno 2013).
L’assemblea ha poi rinnovato il consiglio di amministrazione per il triennio 2013-2015, confermando in 13 il numero dei consiglieri.

Sulla base delle liste presentate, ha confermato i consiglieri Paolo Astaldi, Caterina Astaldi, Giuseppe Cafiero, Luigi Guidobono Cavalchini, Stefano Cerri, Giorgio Cirla, Paolo Cuccia, Mario Lupo, Ernesto Monti, Eugenio Pinto. Entrano nel Cda Guido Guzzetti, Chiara Mancini e Nicoletta Mincato, in sostituzione di Pietro Astaldi, Maurizio Poloni e di Piero Gnudi, già uscito quando fu nominato ministro del governo di Mario Monti.

Il capitale della società romana, attiva nelle grandi opere e nelle concessioni di infrastrutture pubbliche, fa capo alla famiglia Astaldi tramite Finast con il 52,5% e dall’inizio di aprile c’è tra i soci rilevanti Norges Bank con una quota pari al 2,143% del capitale. Altri soci sopra il 2% sono i fondi Odin (sempre norvegese) con il 4,9% e Pictet con poco più del 2%.

In sede straordinaria, l’assemblea ha approvato l’aumento del capitale sociale, a pagamento in via scindibile con esclusione del diritto di opzione, per un importo complessivo massimo di 35.137.034 euro nominali da liberarsi in una o più volte mediamente emissione di 17.598.517 massime di azioni ordinarie Astaldi da porre ad esclusivo servizio del prestito obbligazionario equity linked deliberato dal Cda il 23 gennaio scorso e collocato integralmente per 130 milioni di euro presso investitori qualificati il 24 gennaio scorso.

Guardando alle prospettive per l’esercizio in corso, il presidente di Astaldi, Paolo Astaldi, ha voluto evidenziare l’importanza delle attività sui mercati internazionali per la crescita del gruppo. “Guardiamo in particolare – ha detto – alla Turchia, all’Europa centrale e in particolare alla Polonia, al Cile”.

A questo elenco si aggiunge anche il Canada dove il gruppo punta alla costruzione di un impianto idroelettrico nella parte settentrionale del Quebec. “Speriamo di arrivare in Canada”, ha detto Astaldi.

Ben diverse sembrano le aspettative le prospettive sul mercato italiano. “Lo scenario e’ molto difficile e complesso. Per gli appalti in Italia, dobbiamo rivolgerci a ‘Chi l’ha visto'”, ha aggiunto, poi con una battuta. E con l’attenzione puntata anche all’evoluzione del quadro politico nazionale, il presidente di Astaldi ha voluto porre l’accento sull’ “atto di grande generosità compiuto dal Presidente Napolitano”, nel dare la propria disponibilità al reincarico. “Ha tutta la nostra solidarietà – ha detto- non sono scelte facili”.

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