Pd e Udc in crisi anche a Roma

Patrizia_PrestipinoDecapitato il vertice del Pd romano. Fuori il segretario. Prestipino ritira la candidatura. L’Udc si spacca

 

 

ROMA – La frana che ha investito il Partito democratico a livello nazionale ha contagiato anche quello romano. A un mese dalle elezioni comunali, tra ieri e oggi due notizie allarmanti sono arrivate dal Pd di Roma.

“Dopo lunga riflessione ho deciso di ritirare la mia candidatura al Consiglio Comunale di Roma”. E’ quanto annuncio Patrizia Prestipino, esponente Pd già candidata alle primarie di centrosinistra per sindaco della capitale, spiegando che “la condizione nella quale versa il Partito Democratico, anche a livello cittadino, chiede a tutti uno sforzo generoso che, libero da ambizioni personali, consenta di concentrare tutte le energie possibili su quello che è l’obiettivo principale: strappare la nostra città al malgoverno di Alemanno”.

Prestipino assicura comunque che continuerà “la battaglia per il rinnovamento del Pd, a cominciare da queste elezioni comunali, per cui metto a disposizione di Ignazio Marino tutto il mio impegno personale”. Dal canto suo, il candidato sindaco del centrosinistra si dice “sinceramente dispiaciuto per la decisione di Patrizia Prestipino di fare un passo indietro dalla competizione elettorale per il Campidoglio”, e la invita “a mettere a disposizione del nostro Comitato elettorale tutte le sue competenze e la sua profonda conoscenza di Roma: dal turismo al rapporto con le associazioni animaliste, fino alla sua spiccata sensibilità sulle politiche di genere”.

Sull’annuncio dell’esponente del Pd interviene anche il primo cittadino uscente, Gianni Alemanno: “è una parabola che dispiace quella che vede una donna brillante da candidata a sindaco nelle primarie del Pd alla mancata presentazione come consigliere comunale: al di là delle evidenti divisioni politiche, la sua presenza avrebbe arricchito l’Assemblea Capitolina”.

Ieri un’altra tegola per il vertice del partito democratico a livello locale. Il comitato dei garanti del partito, ha dichiarato decaduto il segretario romano Marco Miccoli. La motivazione ufficiale è l’incompatibilità prevista in una norma dello statuto: Miccoli infatti essendo diventato deputato a febbraio scorso non può continuare ad essere coordinatore cittadino. ”Prendo atto della mia incompatibilità e rimetto il mandato al segretario regionale Gasbarra”, ha dichiarato Miccoli.

Insieme al segretario, il comitato dei garanti (guidato da Alberto Tanzilli, area popolare, uomo considerato vicino all’ex senatore Lucio D’Ubaldo) ha dichiarato decaduti anche 13 dei 20 dirigenti dell’esecutivo del Pd cittadino (fra cui Mario Ciarla e Micaela Campana).

In realtà, la decisione di ieri sera, è un regolamento di conti sul pasticciaccio delle candidature municipali. Diversi aspiranti candidati, molti dei quali renziani, ma anche di area cattolica e dalemiana, si sono infatti ritrovati esclusi dalle liste territoriali ed hanno presentato ricorso ai garanti. Il comitato, in diversi Municipi (gli ex IV, VII, IX, X e XI) ha accolto questi ricorsi: le assemblee municipali non avevano approvato, a maggioranza qualificata di due terzi, la lista delle candidature.

La «palla», adesso, passa nelle mani del segretario regionale Enrico Gasbarra: sta infatti a lui decidere se commissariare il partito romano o in alternativa, convocare un assemblea cittadina per indire un nuovo congresso ed eleggere un nuovo segretario, magari passando di nuovo per le primarie.

“Apprendo dalla stampa l’assurda situazione del Pd romano. Invito tutti al senso di responsabilità, abbiamo una campagna elettorale da svolgere, un partito da sostenere e il sindaco Marino da far vincere. Le divisioni e le lotte interne non possono avere spazio”. Lo scrive, in un comunicato, il segretario del Pd Lazio, Enrico Gasbarra. “La presentazione delle liste affidata con delega notarile al segretario romano deve essere portata avanti. In giornata -conclude Gasbarra – convocherò il segretario e il presidente”.

L’Udc sta invece vivendo, sulle amministrative della capitale, una diaspora. Il partito centrista appoggerà infatti la ricandidatura al Campidoglio del sindaco di Roma uscente, Gianni Alemanno. Una scelta però non condivisa dai vertici nazionali del partito, il cui simbolo molto probabilmente non comparirà sulla scheda elettorale per le comunali. Il risultato è che alcuni esponenti romani saranno candidati a un ruolo in un eventuale futura giunta, o confluiranno nella lista civica Cittadini X Roma che sostiene Alemanno.

E’ quanto emerso in un convegno che si è tenuto questa mattina, organizzato dall’associazione Moderati per la Terza Fase che fa capo all’ex vicepresidente della Regione Lazio, Luciano Ciocchetti, che ha presentato alcuni punti programmatici che il primo cittadino farà suoi.

Ciocchetti si presenterà in ticket con Alemanno, che ha già annunciato di volerlo proporre come vicesindaco, ma da quanto si apprende non si candiderà in alcuna lista (e sarebbe dunque un ‘esterno’ della eventuale nuova giunta). All’incontro di oggi sono intervenuti anche il segretario romano Udc, Ignazio Cozzoli (che sarà candidato in Cittadini X Roma), e quello provinciale Michele Pagano, il consigliere comunale Francesco Smedile.

I vertici nazionali hanno già annunciato di non volere appoggiare il sindaco uscente; il capogruppo Udc in assemblea capitolina, Alessandro Onorato, ha infatti già offerto il suo sostegno per Alfio Marchini, ma anche su questa ipotesi c’è un ulteriore spaccatura perché, da quanto si apprende, la corrente che fa capo al segretario Lorenzo Cesa non avrebbe raggiunto l’accordo con l’imprenditore.

“La nostra collocazione naturale è nel perimetro del centro destra e mi auguro che anche altri amici, a livello nazionale, facciano la nostra stessa scelta”. Così l’ex vice presidente della regione Lazio ed esponente dell’Udc, Ciocchetti, che oggi ha confermato il suo sostegno alla ricandidatura di Alemanno.

Ciocchetti ha inoltre ricordato che l’Udc non si schierò con l’attuale sindaco nel 2008, “ma lo appoggiamo oggi perché quando siamo stati all’opposizione siamo stati costruttivi e la sinistra non vuole modernizzare la società, soprattutto nella vita dei cittadini”.

Il sindaco, presente all’iniziativa, ha definito quella di oggi “una giornata molto importante per Roma: dei vecchi amici che hanno fatto un percorso insieme si sono separati ma oggi si incontrano di nuovo, e si stringono la mano per vincere una battaglia difficile”.

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