Dal Senato fiducia a Letta con 233 sì

senato-sliderDopo il voto di fiducia alla Camera, l’assemblea di Palazzo Madama ha approvato la fiducia al governo con 233 voti favorevoli, 59 contrari e 18 astenuti

 

 

ROMA – Il Senato ha votato la fiducia al governo di Enrico Letta con 233 voti a favore, 59 contrari e 18 astenuti.

Il dibattito è iniziato alle 9 dopo che il premier Letta ha incontrato Shimon Peres, presidente di Israele, a Palazzo Chigi.

Ieri la Camera ha votato la fiducia al governo: 453 sì, 153 no e 17 astenuti. I presenti sono stati 623, i votanti 606 e la maggioranza richiesta era di 304 voti. Sì di Pd, Pdl e Scelta Civica. No di Movimento 5 stelle e Sel. La Lega si e’ astenuta. Tutti i deputati si sono alzati in piedi e hanno applaudito quando il premier ha reso omaggio ai due carabinieri e alla donna feriti nella sparatoria davanti a Palazzo Chigi di domenica mattina.

Angela Merkel e’ stata tra i primi leader stranieri che si sono complimentati con Letta. Nel colloquio telefonico ha invitato il neo-premier a Berlino per ”poter parlare più approfonditamente di tutti i temi all’ordine del giorno, soprattutto ovviamente i temi di politica europea”, precisa un portavoce del presidente del Consiglio. L’incontro e’ fissato per oggi alle 17,30 a Berlino, alla fine ci sara’ una conferenza stampa. Letta sara’ accolto con onori militari, annuncia su Twitter il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert, che aggiunge: ”La cancelliera ha parlato con il nuovo presidente del Consiglio Enrico Letta e si e’ felicitata vivamente con lui per la formazione del governo augurando pieno successo a questo governo”.

Come annunciato nel suo discorso programmatico, dopo la tappa a Berlino, Letta ha in programma una sosta a Parigi e una visita a Bruxelles giovedì. L’ obiettivo di questi viaggi e’ quello di presentare ai partner europei la politica che intende perseguire il nuovo esecutivo: l’Italia intende proseguire nel cammino di riordino dei conti pubblici ma chiede all’ Unione europea di pensare alle politiche per la crescita e non solo a quelle di austerity. ”L’Italia rischia di morire di austerita”’, ha spiegato ieri Letta.

Secondo le indiscrezioni, al presidente francese Francois Hollande il premier chiedera’ – come ha gia’ fatto Mario Monti durante il suo mandato di primo ministro – di fare asse per chiedere maggiore impegno dell’Unione europea per la crescita. A Bruxelles il premier incontrerà Manuel Barroso, presidente della Commissione europea. E’ probabile che in questa occasione Letta faccia presente che l’ obiettivo del risanamento e’ raggiunto e che il suo governo si attende che l’ Italia esca dalla procedura d’infrazione.
Il presidente del Consiglio e’ stato criticato perche’ nel suo impegnativo discorso di ieri ha parlato di piano straordinario per la ricerca, di soluzione del problema esodati, di reddito minimo per le fasce sociali più disagiate, di nuove politiche industriali, di rilancio degli investimenti pubblici, di congelamento dell’Imu e dell’Iva senza spiegare dove verranno trovate le risorse per fare tutto questo.

E’ probabile che le visite a Berlino, Parigi e Bruxelles servano a Letta per saggiare quali sarebbero le reazioni europee alla richiesta da parte italiana di poter usufruire, come e’ accaduto a Francia e Spagna, di una dilazione di due anni per il rientro dal deficit, soluzione che permetterebbe di muoversi con piu’ agio nella spesa pubblica.

C’è intanto polemica sulla proposta di Letta di varare la Convenzione per le riforme come un organismo autonomo che deve lavorare in parallelo all’attività del governo pur avendo proprio il presidente del Consiglio legato una prima verifica del suo governo fra 18 mesi, quando si prevede che le prime riforme costituzionali possano essere approvate in base alle norme dell’ articolo 138 della Costituzione.

Gennaro Migliore, capogruppo di Sel, nella dichiarazione di voto, ha annunciato che il suo partito proporrà Stefano Rodota’ come presidente della Convenzione. Ieri Silvio Berlusconi aveva annunciato che lo stesso Letta gli avrebbe chiesto di presiedere questo nuovo organismo e che lui aveva finito per accettare.
Mentre il premier sarà impegnato a Berlino, Parigi e Bruxelles a Roma si lavorerà a sbrogliare la matassa della nomina dei viceministri e dei sottosegretari che di solito scatena la lotta tra le varie componenti dei partiti. L’obiettivo di partenza del governo e’ di avere un numero sobrio di sottosegretari.

Entra nel vivo pure la partita sulle presidenze delle commissioni che spetterebbero ai partiti di opposizione: Copasir, Vigilanza Rai, Giunta per le Autorizzazioni a procedere e Giunta per le elezioni. Appare strumentale, secondo i deputati del Movimento 5 Stelle, la collocazione all’opposizione di Fratelli d’Italia che punterebbe alla presidenza del Copasir (il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica).

Angelo Tofalo, M5S, nel suo intervento in Aula ha ribadito la richiesta di ottenere le presidenze della Vigilanza Rai e del Copasir scatenando la reazione di Giorgia Meloni, capogruppo di Fratelli d’Italia: ”Se avessi avuto un problema di poltrone, me ne stavo nel Pdl'”. Alla presidenza del Copasir si candida pure Sel che potrebbe designare per quel ruolo Claudio Fava, più volte deputato ed ex parlamentare europeo.

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