11:04 | Usura, tassi 80% a connazionali, arrestati 10 domestici filippini

Collaboratori domestici filippini col ‘vizio’ dell’usura, 10 arresti a Roma. I carabinieri stanno notificando un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip presso il Tribunale di Roma, a 10 cittadini delle Filippine, (6 uomini e 4 donne), ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di usura, estorsione ed esercizio abusivo di attività finanziaria.

Decine le perquisizioni nell’ambito dell’indagine ‘Usura Filippina’, anche nelle abitazioni dei datori di lavoro degli indagati, in vari quartieri della ‘Roma bene’, dove vivono stabilmente lavorando come domestici. Gli arrestati realizzavano prestiti con tassi che raggiungevano anche l’80% annuo a connazionali in difficoltà economiche.

Circa 100 le vittime finora accertate nel corso delle indagini condotte dai militari della Compagnia Roma Casilina, rese difficili dalla reticenza da parte delle vittime a denunciare gli aguzzini.

L’ordinanza cautelare e’ stata firmata dal gip Vilma Passamonti (che ha disposto il carcere per due donne, rinchiuse a Rebibbia, e i domiciliari per altre otto persone) su richiesta del pm Francesco Minisci per i reati di usura, estorsione ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

I carabinieri hanno anche effettuato undici perquisizioni domiciliari, tra cui una presso un’agenzia di viaggio in zona San Pietro e intestata a un indagato, e sequestrato manoscritti e appunti, dove erano riportate dichiarazioni controfirmate di prestiti ricevuti da parte delle vittime e somme di denaro erogate per un totale di circa 7mila euro in contanti.

L’indagine ha preso il via nel giugno 2012 dalla denuncia di una cittadina delle Filippine che accusava alcuni connazionali di prestare denaro a tassi usurari. Nel mirino degli investigatori sono così finiti sei donne e quattro uomini, originari delle Filippine, di età compresa tra i 38 e i 69 anni e residenti nei quartieri della ‘Roma bene’, sospettati di prestare soldi settimanalmente, a tassi che raggiungevano in alcuni casi anche l’80% annuo, a connazionali in difficoltà economiche, conosciuti dagli stessi in quanto provenienti dalle medesime località nel Paese di origine.

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