Le nuove commissioni parlamentari

Camera_sliderEletti i presidenti delle 28 commissioni permanenti di Camera e Senato. Solo 3 donne. Nitto Palma alla Giustizia

 

 

 

ROMA  – Dopo l’intesa raggiunta tra Pd, Pdl e Scelta Civica, la giornata di votazioni per le presidenze delle Commissioni parlamentari è stata segnata dal «caso Palma», cioè dalla mancata nomina del senatore Pdl alla presidenza della commissione Giustizia di Palazzo Madama.

Nomina che è arrivata solo oggi e soltanto alla quarta votazione. Francesco Nitto Palma diventa così presidente della commissione con 13 voti, otto schede bianche, una nulla e quattro per il grillino Mario Michele Giarrusso. L’elezione è stata salutata da un applauso del Pdl.

Per il resto sia alla Camera che al Senato sono state rispettate le attese in termini di rappresentanza politica; cosi a Montecitorio 8 presidenze sono andate al Pd, 5 al Pdl e 1 a Scelta civica e 1 al M5S. A Palazzo Madama sei presidenze al Pd, 5 al Pdl (la sesta sarebbe la giustizia che si vota mercoledì) e 1 ai centristi di Mario Monti.

Gli eletti

A Palazzo Madama, alla commissione Affari Costituzionali, l’ex capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro è stata eletta con 18 voti a favore e 9 schede bianche. Confermato il nome di Pier Ferdinando Casini al vertice della commissione Esteri (16 voti, sei le schede nulle), mentre la Difesa verrà guidata da Nicola Latorre (Pd).

Confermato anche Antonio Azzollini (Pdl), che già nella scorsa legislatura aveva presieduto la commissione Bilancio. Al democratico Mauro Marino è stata assegnata la presidenza della commissione Finanze e Tesoro. Gli accordi raggiunti all’interno della maggioranza prevedono inoltre che la commissione Istruzione e Beni culturali vada al Pd, che ha scelto Andrea Marcucci.

La complessa partita per la designazione del presidente della commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni, si è chiusa a favore del Pdl che ha inserito nella casella il nome di Altero Matteoli. L’ottava commissione è considerato uno snodo strategico per la politica delle telecomunicazioni e delle tv. Ragione per cui il Pd aveva posto un veto sul nome di Paolo Romani, considerato troppo inserito nell’orbita berlusconiana.

Sarà un esponente del Pdl a guidare la commissione Agricoltura e produzione agroalimentare per la quale era circolato il nome di Roberto Formigoni che, nelle ultime ore è stato superato, proprio in prossimità del traguardo, da Anna Maria Bernini, già ministro delle Politiche comunitarie e portavoce vicario del partito.

Sulla poltrona della commissione Industria, commercio e turismo si siederà il senatore Pd Massimo Mucchetti. Nessuna novità per la commissione Lavoro e previdenza sociale che è stata attribuita all’ex ministro Maurizio Sacconi del Pdl. Al Pd è andata invece la commissione Igiene e Sanità, che verrà presieduta da Emilia De Biasi, mentre alla commissione Territorio e Ambiente è stato eletto Giuseppe Marinello, senatore del Pdl.

Al Senato non ce l’ha fatta l’ex ministro Francesco Nitto Palma ad essere eletto alla guida della commissione Giustizia. L’ex Guardasigilli, sul cui nome c’era un accordo all’interno della maggioranza, non è passato alla prima votazione ed è stato ‘bocciato’ anche alla seconda votazione. La commissione torna a riunirsi domani alle 14. Secondo il regolamento del Senato, anche alla prossima votazione sarà necessaria la maggioranza assoluta dei componenti la commissione e, qualora non venisse raggiunta, si passerà al quarto scrutinio con un ballottaggio tra i due nomi più votati.

Per il presidente dei senatori Pdl Renato Schifani “il no a Francesco Nitto Palma presidente della commissione Giustizia è un fatto politico, una cosa organizzata, non un caso di franchi tiratori. Ognuno ora dovrebbe assumersi le sue responsabilità”.

Alla Camera, rispetto alle indiscrezioni delle ultime ore, l’unico nome nuovo è quello di Pierpaolo Vargiu, esponente di Scelta civica, alla commissione Affari Sociali.

Fabrizio Cicchitto (Pdl) è stato eletto presidente della commissione Esteri. Giancarlo Galan (Pdl) con 30 voti è il nuovo presidente della commissione Cultura. La commissione Finanze ha eletto Daniele Capezzone (Pdl) nel ruolo di presidente. Enrico Zanetti, di Scelta Civica e Carla Ruocco del Movimento Cinque Stelle sono i vicepresidenti. Elio Vito (Pdl) è stato eletto, con 28 voti, presidente della commissione Difesa. Francesco Paolo Sisto (Pdl) presiederà la commissione Affari costituzionali. Alla Giustizia, è stata eletta con 30 voti, Donatella Ferranti del Pd. La commissione Bilancio della Camera ha eletto presidente Francesco Boccia (Pd), mentre Guglielmo Epifani, deputato del Pd, è stato eletto presidente della commissione Attività produttive con 28 voti.

A Ermete Realacci del Pd va invece la Commissione Ambiente; a Michele Meta del Pd la Commissione Trasporti; a Luca Sani del Pd la Commissione Agricoltura; a Michele Bordo del Pd la commissione Politiche Ue; a Cesare Damiano la Commissione Lavoro; a Pier Paolo Vargiu di Scelta Civica la commissione Affari sociali.

Pasticcio in commissione Difesa alla Camera: Massimo Artini (M5S), infatti, si ritrova a essere sia vicepresidente sia segretario. Il deputato, che era destinato alla vicepresidenza, dovrà ora optare e la commissione dovrà essere riconvocata per procedere a nuova votazione. Tra i deputati volti stupiti e c’é chi se la prende con i grillini, accusandoli di “aver combinato un pasticcio”.

La presidenza della giunta delle autorizzazioni della Camera è andata a Fratelli d’Italia con Ignazio La Russa.

Nonostante la scadenza non sia domani ma nei prossimi giorni, a far discutere sono le presidenze delle commissioni di garanzia che, per prassi, spettano all’opposizione. A Roberto Fico del Movimento 5 Stelle potrebbe andare la Vigilanza Rai. Si parla però anche di Stefano Vignaroli. Per il Copasir si fa il nome di Gennaro Migliore di Sel, anche se potrebbe sfilarsi essendo già capogruppo e lasciare il posto a Ignazio La Russa di Fratelli d’Italia, che trova l’appoggio della Lega Nord. Nel pomeriggio di ieri ci sarebbe stato un incontro tra Sel e M5S. Incontro che però non avrebbe prodotto un esito positivo poiché i grillini rivendicano per loro entrambe le commissioni, candidando al Copasir Angelo Tofalo. Infine il Movimento 5 Stelle avrebbe avanzato la richiesta di una vicepresidenza per ogni commissione.

Oggi intanto Letta, tornato da Madrid, ha intanto convocato via twitter domenica e lunedì i ministri in una abbazia in Toscana nei pressi di Sarteano. L’obiettivo è “fare spogliatoio”. I costi? “Ognuno paga per sé”. Sarteano è nota per la Giostra del Saracino: un gioco equestre che rievoca la lotta dei cavalieri contro il predone arabo (Il Saracino). I Cavalieri “Giostratori” delle 5 Contrade si lanciano al galoppo contro una statua di legno a mezzo busto girevole cercando di infilare con l’asta un anello del diametro di 6 centimetri posto sullo scudo. Il premier vorrà dai ministri altrettanta abilità?

Letta non ha ancora scelto il sottosegretario o il ministro a cui delegare le funzioni sui servizi segreti. Si tratta di una facoltà. Il Presidente del Consiglio potrebbe anche tenere le deleghe per sé.

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