Rcs, chiudono 10 periodici a fine giugno

Rcs_periodici_sliderSenza compratori cessano la pubblicazione testate storiche. Saltata l’ipotesi di cessione in blocco. 90 redattori a rischio


ROMA – Rcs ha archiviato del tutto l’ipotesi di cedere in blocco i dieci periodici dichiarati non strategici e fissato il paletto ultimo al 30 giugno: oltre tale data e in assenza di acquirenti, ha annunciato internamente, ne cesserà la pubblicazione. Si tratta di un pacchetto di testate anche storiche della Rizzoli che va da Novella 2000 a Max, passando per l’Europeo e Astra, e che impiega circa 110 persone, di cui 90 giornalisti, oltre a una cinquantina di precari.

Per nessuna testata risulta siano già arrivate offerte. Tra le dieci, solo quelle nell’enigmistica – un polo di sette riviste sotto un’unica direzione – si dovrebbero ‘salvare’, perché più redditizie e più facili a vendersi. «Siamo ottimisti» sul futuro del gruppo, ha dichiarato il presidente Angelo Provasoli, a margine dell’assemblea annuale della Consob. L’a.d Unicredit Federico Ghizzoni ha chiarito intanto di non aver avuto «nessuna notizia» sulle voci di un presunto pressing a riaprire l’accordo con le banche sul debito Rcs. Altre fonti segnalano come i tempi stretti rendano difficile comunque rivedere un contratto già firmato, come si ritiene vogliano i soci contrari, Diego Della Valle su tutti.

In attesa dell’assemblea che a fine mese dovrà approvare la ricapitalizzazione, comunque, la situazione in Rcs appare ancora del tutto fluida. L’azienda ha deciso un nuovo assetto organizzativo che prevede la creazione di un unico comparto editoriale denominato ‘Media Publishing’, in cui confluiscono le divisioni Quotidiani e Periodici, sotto la guida di Alessandro Bompieri (oggi direttore generale della Quotidiani). L’attuale numero uno dei Periodici, Matteo Novello, prende invece la guida della nuova unità Sfera, in cui si accorpano le attività nella prima infanzia, presenti anche a livello internazionale.

Il riassetto, che non riguarda la controllata Rcs Libri, prevede poi la creazione di una nuova divisione Operation, responsabile degli stabili e delle infrastrutture oltre che della gestione dei fornitori. La quarta divisione sarà quella della Pubblicità. Il confronto sindacale sulle possibili chiusure partirà a giorni.

Ieri comunque i giornalisti della Periodici hanno protestato alla convention interna sul piano accogliendo i dirigenti del gruppo a momenti con ironia e applausi, e a momenti intonando «vergogna» in coro. «Una manifestazione corretta e opportuna», ha commentato l’A.d Pietro Scott Jovane dall’interno, dopo che è stato il Cda Rcs ad opporsi ai termini della vendita delle dieci testate, portando alle decisioni comunicate oggi.

L’azienda, si è appreso da fonti sindacali, ha ribadito al Cdr di prevedere una Cig a zero ore per i dipendenti coinvolti, con qualche segnale però di apertura a una proroga dello stato di crisi.

La parola passa ora alla trattativa. Il pacchetto dei dieci periodici in vendita include anche il settimanale A, Visto, Ok Salute, BravaCasa e Yacht & Sail. I Benetton hanno intanto limato la quota in Rcs dal 5,1 al 4,7%. Decisi a non sottoscrivere l’aumento, non hanno ancora valutato cosa fare all’assemblea di fine mese. Resta alla finestra anche Giuseppe Rotelli (16,5%), i cui voti saranno probabilmente decisivi.

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