La Corte di giustizia Ue castiga l’Eni

Eni_sliderAvrebbe alterato la concorrenza, insieme ad altre 13 società, nel settore delle gomme sintetiche

 

ROMA – La Corte di giustizia dell’Unione Europea, confermando la sentenza di primo grado del Tribunale Ue, ha condannato l’Eni in via definitiva a pagare una multa di 181 milioni di euro. Il reato contestato è quello di un’intesa con altre 13 società sui mercati delle gomme sintetiche (utilizzate per la produzione di pneumatici, rivestimenti, palline da golf) per concordare i prezzi, dividersi i clienti mediante accordi di non aggressione e scambiarsi informazioni riservate sulle materie prime, i concorrenti ecc. Il cartello sarebbe andato avanti dal 2002 al 2006.

Secondo notizie di Milano Finanza, all’Eni e alla sua controllata Polimeri Europa Spa (detenuta al 100% e in seguito divenuta Versalis) sarebbe stata applicata una maggiorazione del 50% della multa a titolo di recidiva, per la loro partecipazione a due intese precedenti, per un totale di 272,25 milioni di euro.

Tutte le società incriminate avevano adito il Tribunale dell’Unione europea per ottenere l’annullamento della decisione della Commissione oppure la riduzione delle multe. Il tribunale, accogliendo parzialmente l’istanza, aveva ridotto a 181 milioni di euro l’ammenda inflitta in via solidale. Ma l’Eni ha presentato impugnazione dinanzi alla Corte di giustizia.

Nella sentenza la Corte ha ricordato che “nell’ipotesi in cui una società controllante detenga la totalità o la quasi totalità del capitale della sua controllata che ha commesso un’infrazione alle regole di concorrenza dell’Unione, esiste una presunzione relativa secondo cui la società controllante esercita effettivamente un’influenza determinante sulla sua controllata”.

Pertanto, dal momento che l’Eni, per tutta la durata dell’infrazione, ha detenuto direttamente o indirettamente almeno il 99,97% del capitale delle società che operavano direttamente nei settori della gomma (EniChem Elastomeri, EniChem SpA e Versalis), formando di fatto una sola impresa, la Commissione può infliggere ammende alla società controllante senza che occorra dimostrare il coinvolgimento personale di quest’ultima nell’infrazione. L’Eni avrebbe dovuto dimostrare che Versalis poteva agire in piena autonomia sul piano operativo e finanziario, cosa che non ha fatto. Dopo la sentenza a Piazza Affari il titolo Eni è sceso dello 0,35% a 18,49 euro.

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