Smart City, la proposta di Unindustria

Smart_cityUn programma di interventi per l’integrazione funzionale dell’area metropolitana. I punti critici su cui lavorare

 

ROMA – Nel contesto elettorale per la nuova giunta della città, l’Unione degli industriali e delle imprese di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo, ha deciso di partecipare attivamente all’elaborazione delle linee guida per il futuro del territorio di Roma e provincia, portando proposte e contributi, nella consapevolezza che nessun attore, da solo, può conseguire risultati di lungo periodo.

In sintesi, Unindustria è convinta che serve una nuova idea di città, con interventi sul patrimonio immobiliare pubblico e privato, una stretta sull’evasione fiscale, una Pa digitalizzata ed informatizzata più efficiente, la lotta alla corruzione, la riduzione dei costi e l’ottimizzazione delle risorse, il coinvolgimento dei privati nella gestione dei progetti urbani, la valorizzazione del patrimonio culturale, storico, artistico, architettonico e ambientale, un’intensa attività di riqualificazione urbana, delle sue aree produttive, residenziali e verdi, ma soprattutto una piattaforma per Roma Smart City.

Sviluppare il modello di Roma Smart City, per l’integrazione funzionale dell’area metropolitana, significa per Unindustria:
•    ottimizzazione della gestione dei servizi di pubblica utilità (rifiuti, servizi ambientali, forniture energetiche e idriche, ecc.) e del rapporto con la Pa;
•    promozione di una mobilità sostenibile;
•    smart building con focus sull’efficienza energetica e fonti rinnovabili (adeguamento del patrimonio edilizio della Pa e promozione di interventi nel residenziale/servizi/direzionale);
•    protocolli con Roma Capitale per la promozione di iniziative “smart” (sicurezza del territorio, open data, infomobilità, valorizzazione patrimonio artistico, smart energy);
•    utilizzo efficace delle risorse Ue a disposizione per iniziative smart city/green economy.

Un programma di interventi che necessita, in ultimo, di una cabina di regia, con la partecipazione dei referenti della Pa e dei rappresentanti delle parti economiche interessate.

Il documento degli industriali denominato “2013-2018 Roma Capitale. Proposte per il governo della città”, offre un quadro della città che evidenza i punti critici su cui lavorare rapidamente per evitare, con l’aggravarsi della crisi nell’Eurozona, che la situazione possa peggiorare ulteriormente nei prossimi mesi.

La futura amministrazione comunale che uscirà dal confronto elettorale del 26 e 27 maggio prossimi, secondo Key4biz, avrà di fronte a sé una lunga serie di criticità da affrontare, a partire da un debito che ammonta a 12,1 miliardi di euro (dati dicembre 2011), di cui la parte finanziaria (6,4 miliardi) costa ogni anno 500 milioni di euro in totale (200 milioni sono a carico dei cittadini). Nel contempo, si dovrà fare a meno di trasferimenti statali ed entrate fiscali per oltre 1,3 miliardi di euro, mentre sale la difficoltà di recuperare le entrate sul versante tributario. Per liberare nuove risorse da destinare allo sviluppo economico e sociale e per migliorare la qualità della vita dei cittadini in generale, bisogna allora immaginare una Roma diversa, una città che prenda con decisione la strada dell’innovazione a 360°, non solo economica e tecnologica, ma anche sociale, amministrativa, di governance, urbanistica, edilizia ed ambientale.

Una vision alternativa, radicalmente diversa rispetto all’attuale situazione in cui versa la Capitale, basata per Unindustria su due percorsi principali: “conservare” le immense ricchezze della nostra città, confermando a Roma la sua identità di grande capitale internazionale, attore e nodo del sistema economico globalizzato; “valorizzare” la città, renderla sicura, pulita, percorribile, fruibile, per migliorare il rapporto di fiducia fra cittadini e istituzioni, fra cittadini e comunità, fra imprenditori e lavoratori. Due direttrici per attrarre nuovi investimenti anche dall’estero, facilitando l’insediamento di aziende e startup sul territorio, soprattutto per progetti ad alto valore aggiunto e basso impatto ambientale.

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