Telecom Italia, il Cda prende tempo

Telecom_Italia_sliderNessun veto dal consiglio su H3g e scorporo rete. Riconvocato un nuovo Cda il 23 maggio. Dimezzato l’utile nel I trimestre


ROMA – Nessuna decisione formale, ma un mandato ad approfondire sia il piano di scorporo della rete che l’ipotesi di integrazione con 3 Italia. E’ quanto ha stabilito oggi il consiglio di amministrazione di Telecom Italia, secondo quanto riferito da Tarak Ben Ammar. “Abbiamo deciso di approfondire molto di più con l’obiettivo di trovare soluzioni per far salire il titolo e creare ricchezza”, ha detto Ben Ammar, consigliere di Telecom.

“Sulla rete e su H3G e’ stata una riunione costruttiva e di approfondimento per vedere i valori che ne escono per Telecom Italia e se portano ricchezza a tutti gli azionisti”, ha aggiunto.

Per proseguire le trattative “sicuramente ci sarà un dialogo con H3G per capire i numeri”, ha proseguito Ben Ammar, precisando che “per adesso non c’è nessun mandato a trattare”. Ci sarà quindi “un nuovo cda fra non più di un mese” per tirare le fila della discussione ed entrare nei dettagli. A livello generale il cda, durato quasi sei ore, e’ stato “costruttivo”, ha sottolineato Ben Ammar. Buona parte della riunione, fino alle 13 circa, e’ stata dedicata ai conti. Tra consiglieri e soci “nessuno e’ contro niente”, ha ribadito quindi l’imprenditore franco-tunisino.

L’esito del Cda si presentava sin dalla vigilia quanto mai incerto. Se lunedì, l’ad della Cassa Depositi e Prestiti, Giovanni Gorno Tempini, ha ribadito l’interesse dell’ente per la rete fissa, il comitato ristretto chiamato dal board a valutare la fattibilità di una fusione con il gruppo cinese Hutchison Whampoa (H3G) potrebbe non presentare alcuna proposta concreta domani, mantenendosi su una posizione di mera rilevazione.

Com’è noto, il gruppo che controlla l’operatore H3G, ha espresso l’intenzione di acquisire la maggioranza relativa di Telecom Italia. Li Ka Shing, amministratore delegato del gruppo cinese, ha inviato un memorandum of understanding a Franco Bernabè in cui avrebbe delineato il percorso da seguire per i due colossi delle telecomunicazioni per arrivare alla fusione tra Telecom Italia e H3G.

L’operazione potrebbe realizzarsi attraverso il conferimento di 3 Italia in Telecom Italia a un valore da definire. Ma il gruppo ha fatto sapere di essere pronto a comprare per cassa azioni di Telecom Italia sino a salire al 29,9% del capitale, al di sotto della soglia dell’Opa, al prezzo di 1,2 euro per azione, cioè al valore di carico dei titoli da parte di Telco.

L’integrazione tra i due gruppi potrebbe però incrinare i rapporti con il gruppo spagnolo Telefonica che ha affiancato Franco Bernabè nella valutazione dell’operazione. Julio Linares, ceo dell’operatore spagnolo avrebbe infatti espresso dei timori riguardo il controllo della rete mobile, un asset fondamentale per la società anche in vista dello spin-off della rete di accesso.

Ma nel Cda di domani verrà esaminata anche la possibilità di cedere una quota del 15-20% dell’infrastruttura alla Cdp e di collocare in Borsa il 30-40% del capitale della newco in cui andrebbe a confluire la rete di accesso (quella parte che dalle cabine e arriva nelle case). Su entrambi i dossier dovrà essere l’Agcom, una volta avviato il processo di societarizzazione, a definire le regole per la realizzazione della newco ed eventualmente a ridefinire gli obblighi in capo a Telecom Italia una volta ceduta l’infrastruttura.

Riguardo ai conti di Telecom Italia, il gruppo archivia i primi tre mesi del 2013 con un utile netto consolidato di 364 milioni di euro, in calo rispetto ai 605 milioni del corrispondente periodo del 2012. Per il 2013, sono confermati i principali target economico-finanziari annunciati al mercato. Lo si legge in una nota del gruppo.

Nel dettaglio i ricavi sono scesi dell’8,1% a 6.796 milioni di euro (-3,2% in termini organici); l’Ebitda è calato del 10,1% a 2.672 milioni di euro (-6,4% in termini organici), entrambi in linea con le attese. L’indebitamento netto è pari a 28.767 milioni di euro, in aumento di 493 milioni di euro rispetto a fine dicembre. Il gruppo ha inoltre deciso di mettere in vendita la sede di via Gaetano Negri di Milano, di circa 13.000 mq lordi, invitando a manifestare interesse entro i prossimi 15 giorni.

Potrebbero interessarti anche