Pd, non c’è accordo sul segretario

finocchiaro_annaConfermata l’Assemblea nazionale di sabato. La riunione del Coordinamento affida a un gruppo di lavoro il compito di sondare gli umori del partito

 

ROMA – Tre ore di riunione del Coordinamento del Pd raggiungono l’obiettivo di non rinviare l’Assemblea nazionale del partito convocata per sabato alla Fiera di Roma. Non si è sciolto invece il nodo del nome del possibile segretario che avrà il compito di gestire il Pd fino al Congresso sulla cui data non c’è accordo. Alcuni chiedono che si tenga prima dell’estate, altri chiedono che ci sia più tempo per la discussione e che venga fissato nel mese di ottobre.

Ieri sera i leader delle varie correnti del partito (non erano presenti Massimo D’Alema e Walter Veltroni) hanno convenuto sulla decisione di continuate a sondare gli umori del partito sulla possibile convergenza sul nome di un possibile segretario. Si vuole evitare che l’Assemblea di sabato non abbia una bussola e si trasformi in uno sfogatoio incontrollabile. Da qui la scelta di affidare un ulteriore sondaggio sul nome del possibile segretario che possa raggiungere il massimo dei consensi a un gruppo formato da Marina Sereni e Ivan Scalfarotto, vicepresidenti dell’ Assemblea nazionale, Luigi Zanda e Roberto Speranza, capigruppo al Senato e alla Camera, Enzo Amendola, coordinatore dei segretari regionali, David Sassoli, eurodeputato.

Tra le possibilità in discussione c’è anche quella di una conferma di Pier Luigi Bersani fino al Congresso affiancato da un gruppo di lavoro in cui siano presenti tutte le componenti del partito. ”Non ho mai proposto di fare il congresso a luglio ma nel più breve tempo possibile.

Il prossimo segretario del Pd sarà deciso dall’assemblea e sarà un nome non precostituito”, dichiara Bersani davanti alle telecamere. Il segretario dimissionario ha proposto senza successo che da oggi si raccogliessero le firme intorno ad alcuni nomi di possibili candidati alla segreteria.

“Non c’è tempo per pasticci e rinvii, occorre un segretario già sabato”, dichiara Dario Franceschini, ministro per i Rapporti con il Parlamento. ”Non chiediamo una conta ma una scelta. Dobbiamo eleggere il segretario e fissare la data del congresso. Il segretario deve essere autorevole”, e’ l’opinione di Beppe Fioroni. Rosy Bindi, presidente dimissionaria dell’Assemblea nazionale, chiede che il segretario non venga scelto nel vecchio gruppo dirigente”. ”Io sono a disposizione in questa fase difficile. Il congresso deve essere nel tempo più ravvicinato, a fine luglio”, dichiara Gianni Cuperlo che avanza la sua candidatura senza però trovare il sufficiente consenso.

Anna Finocchiaro, eletta presidente della commissione Affari costituzionali, smentisce di fronte alle telecamere di essere tra i nomi più gettonati nel Pd: ”Avete fatto tutto voi. Io non sono mai stata in campo”. ”Si e’ deciso che sabato all’Assemblea si elegge un segretario di garanzia”, dice il renziano Paolo Gentiloni.

Secondo alcune indiscrezioni, le scelte per il segretario di transizione potrebbero restringersi al bersaniano Roberto Speranza, trentaquattrenne capogruppo alla Camera, e a Sergio Chiamparino, ex sindaco di Torino, non sgradito ai renziani e agli ex Margherita. Chiunque sarà eletto al vertice del Pd sarà comunque affiancato da un direttorio.

Ieri mattina c’è stato un incontro tra Bersani e Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze non avrebbe avanzato particolari candidature per il vertice del Pd confermando l’ipotesi di essere interessato a ripresentarsi nelle primarie del centrosinistra che dovranno scegliere, quando si terranno le prossime elezioni politiche, il candidato premier. A questo proposito, l’Assemblea di sabato dovrebbe votare la modifica dello Statuto del Pd che finora prevede l’automatismo tra il ruolo di segretario del partito e quello di candidato a premier. Si tratta di una modifica sponsorizzata da Renzi che non ha intenzione di puntare alla segreteria del Pd. ma che potrebbe non ricevere il consenso dell’Assemblea o essere rinviata ad altra occasione, dopo l’elezione del nuovo segretario. Su questo punto Bindi ha già annunciato la propria contrarietà: ”Cambiare quella orma significa avere un’altra idea di partito”.

Renzi ha spiegato in una riunione con alcuni parlamentari della sua corrente di non voler proporre nomi per la segretaria del Pd e di voler avere un atteggiamento il più possibile collaborativo con il governo di Enrico Letta.

Un gruppo di giovani parlamentari del Pd (Giuditta Pini, Fausto Raciti, Laura Coccia, Anna Ascani, Chiara Gribaudo, Enzo Lattuca, Liliana Ventricelli, Valentina Paris, Tonino Moscatt, Magda Culotta, Lia Quartapelle, Miriam Cominelli, Veronica Tentori, Giulia Narduolo, Francesca Bonomo) ha intanto inviato una lettera al gruppo OccupyPd che annuncia di manifestare alla Fiera di Roma a nome di quanti hanno occupato molte sedi periferiche del partito. I parlamentari propongono un incontro ”per parlare insieme e trovare un percorso per rifondare il Partito democratico”.

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