Debiti Pa, via libera al decreto legge

EditoriaIn arrivo tagli all’editoria, mentre salta la tassa sulle sigarette elettroniche. Il decreto passa alla Camera

 

ROMA – Via libera della Camera al decreto sui debiti PA, che punta a sbloccare 40 miliardi in due anni per pagare i crediti arretrati alle imprese. Un sì arrivato con la sola astensione di Lega e Movimento 5 stelle (450 sì, 107 astenuti e nessun voto contrario). Il decreto ora andrà al Senato dove dovrà essere convertito in legge entro il 7 giugno.

L’iter alla Camera ha apportato al testo del decreto originale diverse modifiche, dai tagli a ministeri, 8 per mille, fondo per l’editoria, all’incentivo del patto di stabilità verticale e alla “salvaguardia” dei fondi per scuola, ricerca ed Expo 2015. Fino alla previsione di una “fase due” che dovrà essere messa a punto nella prossima legge di stabilità di settembre per sbloccare almeno altri 50 miliardi di euro, anche con il ricorso alla Cassa depositi e prestiti. Un testo, così come modificato alla Camera, che il Governo, ha detto il sottosegretario Alberto Giorgetti, “punta a mantenere invariato anche nel passaggio al Senato”.

La commissione Bilancio della Camera ha approvato ieri il decreto sui debiti della Pa, introducendo nuovi tagli che, ha assicurato il presidente Francesco Boccia, saranno cancellati con la Legge di Stabilità. Ma, soprattutto, ha introdotto novità di grande importanza, come un ampliamento alla possibilità di compensazione tra crediti commerciali e debiti fiscali. Ha poi imposto al governo di indicare nel prossimo aggiornamento del Def, che arriverà a settembre, le modalità per proseguire la “fase due” del rimborso dei crediti.

La maggioranza, che attraverso i relatori aveva presentato un emendamento che dava maggiore spazio di manovra agli enti locali nel rimborso dei crediti, ha però fatto retromarcia sull’introduzione di una tassa sulle sigarette elettroniche. “Tassare le sigarette elettroniche (e-cig) senza prima aver proceduto a una verifica circa la quantità di nicotina e sugli usi terapeutici è una sciocchezza”, aveva detto il presidente della commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia.

L’esigenza di finanziare la norma ha fatto però cercare un’altra copertura. A farne le spese è stato introdotto un mini taglio al fondo Ispe (per gli interventi strutturali di politica economica) da 15 milioni tra 2014 e 2015. E’ il fondo nato nella finanziaria del 2005 per restituire sotto forma di calo tasse i maggiori proventi della lotta all’evasione. Tra i tagli sono poi state alleggerite alcune somme appostate presso il Tesoro per i ministeri del Welfare (5,5 milioni) e degli Affari Esteri (19,8 milioni). Dal 2015, inoltre, la scure scatta anche sui fondi per l’Editoria (17,35 milioni), con una riduzione del 12% sui 144 milioni previsti, e sugli aiuti in favore dei Paesi in via di Sviluppo (20 milioni), con una cesoiata di quasi il 18%.

Il presidente della commissione Bilancio Francesco Boccia assicura comunque che “tutti i tagli fatti in emergenza sul 2015, all’interno del dl Pa, sono previsti solo in una logica di equilibrio dei conti e saranno ripristinati con la prossima legge di stabilità”. Il cambio di copertura sembra paradossale perché, mentre tuona il sindacato dei giornalisti, i produttori di fumo elettronico sembrano aprire, seppure timidamente, all’ipotesi di una maggiore tassazione. “Con rispetto che si deve al parlamento che ricerca risorse per le autonomie locali – dice il segretario generale del sindacato dei giornalisti, Franco Siddi – i tagli a casaccio sono sbagliati. Nell’editoria è necessario un intervento riformatore, che anzi richiede risorse e qualificazioni ragguardevoli”.

Teme il ritorno dell’accisa ma si dice disponibile “ad una tassazione bilanciate e proporzionata” il presidente dell’Associazione nazionale del fumo elettronico (Anafe), Massimiliano Mancini che pure ricorda che il settore già paga Iva e dazi. Anche Filippo Riccio, amministratore delegato di Smoke, una delle società del settore, sembra rassegnato: “una nuova tassa non può farmi felice, ma se serve a regolamentare un settore…”.

Sul decreto per la restituzione dei Debiti Pa, comunque, arrivano importanti novità. Si amplia il meccanismo di compensazione per le imprese, consentendo di utilizzare anche i debiti fino al dicembre 2012 (prima era fino ad aprile 2012). Per la “fase 2” del rimborso, poi, si parte da settembre. Un bilancio sarà fatto con la nota di aggiornamento del Def, che conterrà non solo le nuove previsioni macro economiche ma anche indicazioni su come intervenire per restituire gli ulteriori debiti delle amministrazioni pubbliche. Per questo ulteriore step, inoltre, vengono previste “adeguate operazioni finanziarie”. Il che vuol dire, spiega uno dei relatori al dl sui debiti della P.a. Marco Causi (Pd), che potranno essere interessati “tutti gli operatori finanziari, compresa Cassa depositi e prestiti”.

L’emendamento riguarda un meccanismo complesso definito “patto verticale incentivato” che da maggiore spazio di manovra alle Regioni che a loro volta possono aiutare Comuni e province nel pagamento delle spese relative ad investimenti. La copertura di una parte dell’emendamento, inizialmente prevista con l’introduzione dell’accisa anche per i prodotti contenenti nicotina o sostanze sostitutive del consumo di tabacco, è stata invece sostituita con una serie di micro-tagli. Viene ridotto di 10 milioni nel 2014 e di 5 milioni nel 2015 il fondo per gli interventi strutturali di politica economica (fondo Ispe) che di fatto, introdotto con la finanziaria del 2005, avrebbe dovuto essere utilizzato ai fini della riduzione delle tasse.

Altri tagli riguardano fondi da ripartire appostati presso il ministero dell’Economia, in particolare accantonamenti per il ministero del Lavoro (700 mila euro nel 2014 e 4,8 nel 2015) e per il ministero degli Esteri (4,3 milioni nel 2014 e 15,5 a decorrere dall’anno 2014). Alcune riduzioni scatteranno invece dal 2015 è riguardano risorse appostate nella tabella C dell’ultima finanziaria. In questo caso il primo taglio è da 17,35 milioni e riduce i 144 milioni stanziati in precedenza in favore dell’editoria. Il secondo taglio è invece da 20 milioni e incide sui 111,8 milioni previsti per gli aiuti pubblici in favore dei Paesi in via di Sviluppo. Saranno invece esclusi dai tagli previsti dal decreto scuola, ricerca e cultura insieme con l’Expo 2015.

 

Il meccanismo delle compensazioni crediti-debiti potrà essere utilizzato per tutti i debiti maturati fino a dicembre 2012. Lo prevede un emendamento al decreto legge sui debiti della P.a. che è stato approvato dalla commissione Bilancio della Camera. Il testo inizialmente prevedeva la scadenza di aprile 2012.

Aumentare le tasse per la birra, le bevande alcoliche e l’alcol etilico: lo prevedeva un emendamento dei relatori al decreto legge sulla P.a che però non è stato messo ai voti ed è stato ritirato. Le risorse servivano a coprire alcune misure relative agli enti locali e valevano 58 milioni nel 2013 3 96 milioni nel 2014.

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