L’Enel fa i conti con la crisi

Fulvio_Conti_sliderI risultati del primo trimestre portano il segno meno. I rilievi della Corte dei conti sull’indebitamento

 

ROMA – Anche l’Enel conosce il sapore amaro della crisi. I risultati consolidati dei primi tre mesi di quest’anno infatti portano il segno meno, a cominciare dal fatturato che diminuisce di 308 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2012 (-1,5%). “La variazione negativa – si legge nel comunicato del Consiglio di amministrazione – è sostanzialmente riferibile ai minori ricavi da vendita di energia elettrica ai clienti finali, solo parzialmente compensati dall’incremento dei ricavi da trasporto e da generazione di energia elettrica”. Le uniche divisioni che aumentano i ricavi sono quelle della generazione di energia (6,5 miliardi di euro +7,7%), delle infrastrutture (+2,6%) e delle energie rinnovabili che cresce fino a 718 milioni di euro (+18,7%).

Il margine operativo lordo (Ebitda) del primo trimestre, pari a 4.077 milioni di euro, segna una contrazione di 180 milioni di euro (-4,2%) rispetto all’analogo periodo del 2012 e riflette, in misura prevalente, la riduzione del margine di generazione in Italia e Spagna. Anche il numero dei dipendenti continua a calare: dalle 75.360 unità del 31 dicembre 2011 (che già aveva fatto segnare una diminuzione del 3,77%) al 31 marzo scorso si è passati a 73.804 dipendenti, con una perdita secca del 2% dei posti di lavoro. E’ inoltre di qualche giorno fa l’accordo sindacale che consente il prepensionamento volontario di 3.500 dipendenti, con la possibilità di andare in pensione senza penalizzazioni, così come era possibile prima dell’ultima riforma previdenziale della Fornero.

Ma il tallone d’achille del colosso elettrico resta l’indebitamento finanziario netto che è arrivato a 43.291 milioni di euro con un aumento di 343 milioni di euro (+0,8%) rispetto alla fine del 2012. “In particolare – si legge nello stesso comunicato – gli effetti positivi derivanti dall’aumento di capitale della controllata cilena Enersis sono stati più che compensati dal fabbisogno generato dalla gestione ordinaria e dagli investimenti del periodo”.

Ed è proprio su questo aspetto che la Corte dei conti, esaminando la gestione finanziaria dell’Enel nell’esercizio 2011, aveva già formulato dei rilievi critici. Pur apprezzando infatti che in presenza di una situazione di generale instabilità economico-finanziaria l’Enel avesse realizzato risultati economici positivi (benché inferiori a quelli realizzati nel 2010), i magistrati contabili avevano sottolineato “l’esigenza di un’incisiva azione per la celere riduzione dell’indebitamento, il cui livello, nonostante la progressiva riduzione negli ultimi due esercizi, è rimasto elevato”.

D’altronde non si può non tener conto che in una prospettiva di medio periodo, il contesto macroeconomico dei paesi maturi dell’eurozona accuserà quest’anno una contrazione del Pil pari mediamente allo -0,3%) e il persistere dell’incertezza per gli anni successivi, mentre proseguirà il trend di crescita atteso di alcuni paesi dell’America Latina e della Russia. “In tale contesto – conclude il Consiglio di amministrazione – la strategia del Gruppo Enel si focalizza sulla protezione dei margini nei mercati maturi e sullo sviluppo nei mercati emergenti e nel business delle fonti rinnovabili su scala mondiale.

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