In discussione al Coni i privilegi del calcio

Malago_giovanniIl presidente dell’atletica leggera Giomi, insieme ad altri, solleva il problema dei mega contributi alla Figc

 

ROMA – L’atletica punta il dito contro il calcio e dal Consiglio nazionale del Coni odierno esce fuori il primo, vero dibattito dei primi 100 giorni di presidenza Malagò. Tutto ruota attorno alla ripartizione dei contributi statali alle singole federazioni e al centro del contenzioso c’è sempre il pallone.

La riflessione nasce dal presidente della Federazione italiana di atletica leggera, Alfio Giomi, che durante l’intervento nel Salone d’Onore ha detto: “A più di 10 anni dalla fine del Totocalcio, mi chiedo perché la Figc sia considerata al di fuori e al di sopra di tutte le altre federazioni. La situazione è regolata da una delibera di Giunta dei primi anni 2000 e non da una legge dello Stato; credo che nessuno voglia mettere in difficoltà una Federazione importante come il calcio e non voglio arrivare a strappi con nessuno”. Concetto contenuto in una lettera che lo stesso Giomi ammette di aver scritto ormai due mesi fa ma che non era mai riuscito a leggere perchè spesso mancava proprio il grande “accusato”, il presidente federale Giancarlo Abete.

In verità il capo del calcio neanche oggi era presente, in quanto ad Amsterdam per la finale di Europa League. A difendere il collega ci ha pensato allora il presidente della Federbasket ed ex presidente del Coni, Gianni Petrucci: “Trovo questo discorso unilaterale – ha replicato seccamente – inopportuno in assenza di Abete. L’attuale ripartizione alla Figc è nata con un accordo politico perché in assenza del Totocalcio si doveva riconoscere al calcio quanto aveva rappresentato in passato. Ci sono impegni presi: molti dei soldi al calcio vanno a società dilettantistiche. D’altronde, la forza di una federazione è data dai bilanci, dai numeri e anche dalla responsabilità”.

Pur mantenendo la barra dritta, Giomi risponde che “Abete ha tutto il mio rispetto, il mio è solo un oggetto di riflessione e non mi sarei mai permesso di entrare nel merito”. Ma il dibattito cresce e altri presidenti prendono la parola: “Credo anche io che questa non sia la sede adatta per discutere di questo argomento”, si allinea a Petrucci il presidente della Federazione nuoto Barelli. “C’è un forte squilibrio rappresentativo all’ interno del Consiglio. Non posso contare ‘1’ avendo 1/5 dei tesserati che ha il calcio”, osserva quasi da ultimo il numero uno del tennis, Binaghi.

In conclusione, ha cercato di fare chiarezza il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il quale – pur dichiarandosi “assolutamente laico in materia” – cerca di tradurre le parole di Giomi: “Alfio asserisce che si dovranno discutere alcuni parametri, ma anche se oggi il calcio vale il 18% del panel, questo non deve essere un assioma, né in un senso né in un altro”. Insomma, la questione ruota attorno al metodo ma anche al merito sportivo.

Si continuerà a discuterne, in un Consiglio che si era aperto con la “ministra” allo Sport (come ama farsi definire) Josefa Idem, che alla sua prima uscita pubblica aveva chiesto allo sport “di fare squadra”. Un lungo applauso ha poi accompagnato le sue parole: “Mi piacerebbe – ha detto il ministro – la ‘S’ maiuscola allo sport perchè lo sport è qualità e stile di vita. E vorrei che la parola ‘Sport’ venisse inserita nella Costituzione, perchè lo sport è il parametro di civiltà dei popoli”.

Malagò ha poi annunciato che per i festeggiamenti dei 60 anni dello stadio Olimpico, ospite speciale sarà Giampiero Boniperti. Nel corso della stessa riunione è stata nominata una Commissione Fiscale per gestire gli aspetti tributari rilevanti nel mondo sportivo e dei conseguenti rapporti con l’Agenzia delle Entrate. La commissione è formata da Franco Chimenti, Alberto Miglietta, Alfredo Gavazzi, Andrea Mancino, Francesco Rocco e Fabrizio Raymondi.

Infine, a seguito della decisione dell’Alta Corte di annullare l’Assemblea elettiva della Federazione Italiana Pentathlon Moderno, la Giunta ha deciso di proporre al Consiglio nazionale la nomina di Luciano Buonfiglio quale commissario straordinario fino alla ricostituzione degli organi elettivi.

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