L’industria del falso non conosce crisi

contraffazioneIn un seminario di Unindustria le cifre di un fenomeno che ha un notevole impatto sull’economia

 

ROMA – La lotta alla contraffazione dei prodotti sembra diventata in Italia un’impresa donchisciottesca. Tanti buoni propositi, tavole rotonde, repressione (in dosi moderate), ma alla fine il fatturato del “falso” continua ad aumentare in maniera esponenziale.

Se ne è parlato in un seminario di Unindustria, “La vera impresa è combattere il falso” con l’obiettivo dichiarato di sensibilizzare le imprese sul tema della lotta alla contraffazione, per renderle in grado di proteggersi dalla concorrenza sleale e difendere così i diritti di proprietà intellettuale.

“La cultura della prevenzione e l’attività di investigazione, in collaborazione con le istituzioni preposte, sono due elementi indispensabili per combattere l’industria del falso –ha dichiarato a margine del convegno Giampaolo Letta, vice presidente di Unindustria – La lotta alla contraffazione è per le imprese di vitale importanza in quanto l’industria del falso ha un notevole impatto anche sull’economia, sottraendo gettito fiscale con ricadute anche per l’occupazione. Solo nel settore audiovisivo – ha concluso Letta – la pirateria fluida, ossia quella che viaggia sul web, consente di scaricare contenuti multimediali senza pagare un euro, ledendo ogni diritto d’autore”.

Dagli interventi è emerso che sono innumerevoli le forme in cui la contraffazione si manifesta: dall’ “italian sounding” (falso gastronomico), all’uso improprio e fraudolento di marchi, alle difficoltà nei controlli sull’indicazione d’origine, alla piaga della pirateria. 

Secondo i dati del ministero dello Sviluppo Economico, tra il 2008 e il 2011 l’Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza hanno effettuato oltre 71mila sequestri, intercettando 229 milioni di beni contraffatti. Il maggior numero di sequestri nel periodo in considerazione si è verificato nelle regioni Lazio, Lombardia, Campania e Puglia, che da sole raggiungono complessivamente quasi il 60% delle azioni di sequestro.

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