Sale la febbre della giustizia

Csm_al_lavoroRichiamo al ministro perché intervenga di fronte al ripetersi di attacchi alla magistratura. Marina Berlusconi: “Processo Ruby? Una farsa”

 

ROMA – Il Csm ha approvato oggi, a larga maggioranza, il documento presentato dai membri togati di Unicost dopo i continui attacchi ai magistrati. Nel documento si chiede al Guardasigilli Annamaria Cancellieri di far “sentire il proprio sostegno alla magistratura” e di affrontare “subito i temi reali e le difficoltà che affliggono il sistema giudiziario italiano”.

Il documento è stato approvato con 19 voti a favore, tra cui quello del vicepresidente Michele Vietti. Voto contrario è stato espresso dai laici Nicolò Zanon e Annibale Marini (entrambi del Pdl) e dal consigliere della Lega, Ettore Albertone. Astenuti, invece, il togato di Unicost, Alberto Liguori, e il laico del Pdl, Filiberto Palumbo.

Nel documento si sollecita il vicepresidente Vietti a concordare un plenum con il ministro della Giustizia per discutere le priorità da affrontare, tra cui la riforma delle circoscrizioni giudiziarie, il tema della prescrizione, il sovraffollamento carcerario.

“Riteniamo indispensabile – si legge nella delibera approvata – che tra tutte le istituzioni vi sia il massimo rispetto per le reciproche attribuzioni costituzionali e che, come di recente ha affermato il Presidente della Repubblica, nell’apprezzare le parole del vicepresidente Vietti, venga ribadito che il ruolo della Magistratura a difesa della legalità, dinanzi all’acuirsi di molteplici fenomeni criminosi comporta la necessità di difenderne e apprezzarne il ruolo”.

Dal testo presentato questa mattina è stata tolta la parte in cui si sottolineava che alla riunione del Governo svoltasi nello scorso weekend all’Abbazia di Spineto alcuni ministri, tra cui il Guardasigilli, si erano astenuti di parlare del tema giustizia proprio mentre da Brescia giungevano gli echi dell’ennesima puntata del conflitto tra giustizia e politica”.

Intanto a riattizzare la faida ci ha pensato Marina Berlusconi che, in un’intervista a “Panorama” ha definito il processo Ruby “una farsa che non doveva neppure cominciare”, con le presunte vittime che negano e i testimoni che non ne sanno nulla. Insomma, afferma la figlia dell’ex premier “di prove neppure l’ombra”.

Di contro, sempre secondo Marina Berlusconi, “i magistrati hanno lavorato per anni, hanno accumulato lo sproposito di 150 mila intercettazioni, hanno raccolto quintali di verbali, hanno vivisezionato in modo morboso e vergognoso la vita di mio padre e tutto per realizzare non un processo, ma una fiction agghiacciante ad uso e consumo di media molto compiacenti.

Nella previsione della primogenita di Silvio Berlusconi “tutto finirà in una bolla di sapone, come sempre, ma all’associazione della gogna non importa nulla di come andrà a finire, interessa solo la condanna mediatica”.

Mentre ora si attendono le reazioni delle forze politiche e dei magistrati a prese di posizione così forti ed esplicite, sono in molti a domandarsi se ci sarà una ricaduta generale sulla politica e in particolare sulla tenuta del governo.

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