14:45 | San Carlo, gruppo Idi: Tar accoglie ricorso contro sospensione autorizzazione

“Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dal gruppo Idi Sanità, a seguito della comunicazione della Regione Lazio del 26 marzo in cui si chiedeva “la sospensione dell’autorizzazione all’esercizio per l’ospedale S.Carlo”. Grande soddisfazione per il risultato ottenuto è stata espressa da Massimo Spina, commissario d’amministrazione straordinario del gruppo. Alla luce di ciò l’ospedale San Carlo può tornare ad operare regolarmente, garantendo continuità nell’erogazione dei propri servizi”. Così una nota del gruppo Idi Sanità.

“Resta da risolvere il problema dell’accreditamento definitivo della struttura che contempla comunque l’esecuzione di alcuni lavori previsti in sede di ricorso e per i quali si erano già espressi ed impegnati alla realizzazione i tre commissari straordinari – continua la nota – Per quanto attiene all’accreditamento definitivo, questa una problematica che è comune alla maggioranza delle strutture private accreditate e più in generale di tutte strutture sanitarie laziali.

Intanto oggi il Cardinale Giuseppe Versaldi, nella sua visita pastorale alla struttura Idi di Villa Paola di Capranica, ha voluto incontrare i dipendenti. Accompagnato dai commissari straordinari, il delegato pontificio ha successivamente visitato la struttura ospedaliera, importante presidio sanitario nel viterbese. Percepibile il clima di rinnovata fiducia e serenità tra i dipendenti che hanno condiviso la volontà dei commissari e del nuovo management del gruppo Idi Sanità, di riportare la struttura sanitaria ai livelli produttivi ottimali.

Per portare a termine il processo di rilancio dell’Istituto si attende inoltre un incontro, fissato per domani, tra i legali dell’Idi e quelli della Siemens, la società addetta alla manutenzione delle apparecchiature, per cercare di trovare un accordo per la riattivazione di queste ultime. Sono infatti in disuso ormai da mesi i macchinari di diagnostica per immagini dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata, a partire dalla tac per finire alla risonanza magnetica e i risultati sono molteplici disservizi nei confronti dei pazienti e cali della produttività dell’ente.

Pare infatti che le ragioni di tale blocco siano i crediti insoluti che la società tedesca di elettronica vanta nei confronti dell’azienda ospedaliera. “In assenza di quei macchinari l’attività è pesantemente penalizzata“, ha commentato Spina. Da essi dipenderebbe, secondo lo stesso, il completamento della fase di rilancio dell’ospedale, poiché la loro messa in funzione potrebbe generare una maggiore produttività.

“La stessa corresponsione regolare degli stipendi ai medici, – ha specificato Spina – senza la decurtazione del 40 per cento sulla paga base come avviene ogni mese è in qualche modo condizionata dall’esito del confronto”. E’ necessaria dunque “una sorta di moratoria con la Siemens, che permetta all’ospedale di recuperare la liquidità necessaria” per pagare l’intera retribuzione al personale medico.

”Noi abbiamo già presentato alla società – ha aggiunto il commissario – una proposta che tiene conto della procedura di amministrazione straordinaria entrata in vigore il 29 marzo: ci aspettiamo un segnale responsabile ben sapendo che una società creditrice sbaglierebbe se da sola ostacolasse il rilancio di un gruppo sanitario che conta mille 400 addetti“.

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