Al Consiglio europeo timore di aria fritta

Consiglio_europeo_sliderNon si parlerà di allentamento dei vincoli per ridar fiato all’economia e all’occupazione. All’odg energia e fiscalità


ROMA – Il presidente Letta è volato stamattina a Bruxelles per l’attesa riunione del Consiglio europeo. L’ordine del giorno, centrato su energia e fiscalità, comprende sicuramente una serie di punti strategici per la politica dell’Unione. Ma non sembra questo in centro della riunione su cui si focalizza l’attenzione degli osservatori, o almeno di quelli italiani.

E’ ormai convinzione unanime infatti che se l’Italia non riesce a rinegoziare le condizioni più dure della politica di risanamento dell’eurozona, difficilmente il programma di ripresa dello sviluppo e dell’occupazione condiviso dai partiti di maggioranza potrà dare i risultati attesi. Con il voto sulla risoluzione approvata in Parlamento, il presidente del Consiglio è stato autorizzato a far sentire la voce (grossa?) dell’Italia con gli interlocutori europei sulle scelte strategiche che il Consiglio europeo è chiamato ad assumere da oggi al 27-28 giugno.

Comunque il nodo di fondo tra l’ortodossia del “fiscal compact” in tema di deficit e pil e le risorse minime per dare fiato alla ripresa dell’economia non è stato sciolto. Il timore è che l’unico obiettivo perseguibile per noi resti la chiusura della procedura d’infrazione per debito eccessivo che potrebbe darci un “brodino” di una diecina di miliardi di cofinanziamento dei Fondi europei.

La “schiena dritta” con cui tutti auspicano che Letta affronti oggi l’esame europeo viene puntualmente “gelata” dal premier che ogni volta ripete, come accenti manichei, che “senza risanamento l’Italia tornerà all’ultimo banco, sotto esame dei mercati, oggetto di scherno e alzate di spalle”. E per dare drammaticità al messaggio, aggiunge: “Basta debiti. Questo è il vincolo al quale mi sento impegnato e non perché me lo chiede l’Europa, ma perché me lo chiedono i miei figli”.

Conviene dunque limitarsi all’ordine del giorno del Consiglio europeo di oggi che affronta in ogni caso temi di grande importanza a cominciare da quelli dell’energia. Si parlerà in particolare di completamento del mercato interno dell’energia da realizzare entro il 2014; di incentivazione degli investimenti in infrastrutture energetiche nuove ed intelligenti; di diversificazione delle fonti e sviluppo di fonti energetiche locali; di valutazione dell’impatto dei prezzi e dei costi dell’energia sulla competitività europea.

In materia di fiscalità invece i punti in agenda riguardano l’attuazione, da parte degli Stati membri, del piano d’azione presentato dalla Commissione a dicembre 2012; la promozione a livello internazionale dello scambio automatico di informazioni in materia fiscale; la riflessione sulla revisione del codice di condotta sulla tassazione delle imprese; l’adozione entro il 2013 della quarta direttiva contro il riciclaggio; infine la tassazione di servizi e prodotti dell’economia digitale.

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