Amministrative, crolla l’affluenza a Roma -19%

Elezioni_sliderIl Viminale: alle 22 di ieri ha votato il 44,6% degli aventi diritto, nella Capitale il 38%. Oggi seggi aperti, in 42 centri del Lazio si vota fino alle 15

 

ROMA – In forte calo l’affluenza nella prima giornata di questa tornata di elezioni amministrative. Secondo i dati forniti dal Viminale, alle 22 di ieri sera ha votato il 44,66% degli aventi diritto, contro il 60% della precedente tornata, con una diminuzione del 15,34%. Un vero crollo dell’affluenza si e’ registrato a Roma, l’appuntamento più importante di questo ”round’ elettorale, dove alle 22 di ieri sera risulta aver votato il 38,60% degli aventi diritto, contro il 57,56% della tornata precedente, con un calo del 18,96%.

Affluenza a parte, c’è grande attesa nel mondo politico soprattutto per il risultato elettorale di Roma, anche se nel complesso questa tornata di amministrative potrebbe chiamare al voto circa 7 milioni di italiani. L’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione dei sindaci e’ previsto per domenica 9 giugno, dalle 8 alle 22, e lunedì 10 giugno, dalle ore 7 alle ore 15.

Urne riaperte intanto da stamattina alle 7, per la seconda giornata di voto per le elezioni amministrative. Alle 8 sono partite le operazioni di voto nei seggi per il rinnovo dei consigli comunali e la scelta dei nuovi sindaci in 42 comuni del Lazio.

A Roma sono 2.600 le sezioni in cui si recheranno i 2.359.119 elettori di aventi diritto. Si vota anche in un altro capoluogo di Provincia, Viterbo. Dodici in totale i Comuni del Lazio con più di 15mila abitanti chiamati alle urne: oltre a Roma e Viterbo, ci sono Ferentino in provincia di Frosinone, Aprilia, Formia e Sabaudia in provincia di Latina, Anzio, Fiumicino, Nettuno, Pomezia, Santa Marinella e Velletri in provincia di Roma. Oggi si voterà fino alle 15. A chiusura delle urne saranno diffusi i dati riguardanti le affluenze definitive; quindi avranno inizio le operazioni di scrutinio, al termine delle votazioni e dell’accertamento del numero dei votanti.

Romani divisi sul voto, ma compatti nel bocciare la tanto temuta scheda elettorale dalle proporzioni monstre, lunga quasi un metro e 20 centimetri. “Un lenzuolo”, “uno spreco di carta”, che da Talenti a Cinecittà ha messo in serie difficoltà gli elettori che di buon ora, hanno esercitato il loro diritto di voto. Se si pensava che ad avere problemi fossero solo gli anziani, la smentita è arrivata dai diversi giovani, tra i 19 e i 40 anni, che hanno lamentato la “complessità” della scheda, “troppo lunga”. Così qualcuno è arrivato al seggio preparato: “Avevo letto e sentito della scheda così lunga e mi sono studiata le modalità di voto per non sbagliare”, dice un’anziana signora di Monte Sacro. “Non voglio che il mio voto vada perso – prosegue, accompagnata dal marito – Ci tengo ad esercitare questo diritto, in particolar modo in questo momento politico”.

“Ci ho messo un pochino per capire – confessa Giovanni, 68 anni – dentro la cabina si perde tempo e non si sta molto comodi con la lunghezza della scheda”. Lamentele che lasciano spazio a capannelli di cittadini che all’uscita del seggio si fermano a parlottare tra di loro. “Io pensavo si fossero sbagliati e mi avessero consegnato due schede uguali”, ironizza Gino di Talenti, “però per chiuderla non ho avuto difficoltà. Bastava fare attenzione”, aggiunge. Ma non tutti la pensano come lui. “E’ stato difficile e si può essere tratti in inganno e commettere errori facilmente”, dice un’anziana signora. “Potevano dividerla – suggerisce Paolo, 40 anni – anche io e mia moglie ci abbiamo impiegato del tempo per votare”. Attenzione massima a non sbagliare, dunque, perché il “voto è l’unico diritto che ci è rimasto”, afferma Stefano, 36 anni.

Giovanissimi che oggi hanno votato oggi per la prima volta, emozionati e ben consigliati dai genitori. “Fai attenzione”, suggerisce una mamma al figlio. “Emozionato? Beh si – confessa il ragazzo – e ho paura di sbagliare. Mi hanno detto che la scheda non è il massimo della praticità”. C’è chi per trovare il proprio candidato ci ha messo del tempo. “Per trovare il mio – spiega Luca, 35 anni di Cinecittà – ho impiegato più tempo del solito. I candidati sindaco sono tanti e nell’esercitare la preferenza certo che si possono commettere errori”. “Se già eravamo indecisi – taglia corto un anziano signore, bastone a sorreggerlo e moglie al seguito – ora penso proprio che potevamo anche non votare. Io personalmente credo di non aver votato correttamente e quindi il mio voto è andato perso”.

Gli occhi puntati ai tabelloni elettorali fuori le ‘stanze’ del voto hanno aiutato, certo, ma comunque resta il fatto che tra i tanti cittadini che oggi si sono espressi sulla scelta del sindaco, dell’assemblea capitolina e dei consigli municipali la parola d’ordine è una: “Complicata e la polemica dei romani è alle porte”. “Se volevano metterci in difficoltà – dice infine una signora – ci sono riusciti. E si che sono 40anni che vado a votare e non sono sentita mai così demoralizzata”.

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