15:31 | Crac Bravaitalia, assolti Marco Mezzaroma e altri 16 imputati

Sono stati tutti assolti, perché il fatto non sussiste, i 17 imputati accusati di concorso in bancarotta fraudolenta per il crac della societa’ Bravaitalia spa, dichiarata fallita nel giugno del 2002.

A beneficiare dell’assoluzione, decisa dai giudici della settima sezione penale del tribunale, sono stati, tra gli altri, l’imprenditore Marco Mezzaroma, ex marito di Mara Carfagna, portavoce dei deputati del Pdl, Corrado Pesci (figlio dell’attrice Virna Lisi), Umberto Belliazzi (dirigente Fiat negli anni ’90) e Vincenzo Marini Recchia, ex funzionario della tesoreria del partito comunista.

Tra gli assolti anche gli imprenditori Emiliano Cerasi e Attilio Navarra, e la commercialista Claudia Cattani. Sentenza di ‘non doversi procedere’, invece, nei confronti di Lorenzo D’Ormea, deceduto tempo fa, e coinvolto nel procedimento come liquidatore dal 30 luglio del 2001 fino alla data del fallimento di Bravaitalia spa. La procura aveva chiesto la condanna per tutti a due anni di reclusione.

Stando all’ipotesi accusatoria, formulata dal pm Giuseppe Cascini, gli imputati, componenti in periodi diversi del consiglio di amministrazione di Bravaitalia, avrebbero “dissipato o distratto beni della società” effettuando “spese del tutto ingiustificate e prive di effettiva utilità economica” per un ammontare di 18 miliardi di vecchie lire tra il 1999 e il 2001.

Bravaitalia, primo portale in quattro lingue (italiano, inglese, spagnolo e portoghese) dedicato a tutti gli ‘Italiani nel mondo’, era una ‘internet company’ creata da un gruppo di imprenditori con l’obiettivo comune di riunire e mettere in comunicazione tutti gli Italiani sparsi per il globo, creando una comunità virtuale. Il progetto, portato avanti da una quindicina di privati pronti a investire alcuni miliardi di lire, naufragò nel giro di poco tempo.

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