Unindustria preoccupata della fuga delle multinazionali

Stirpe_Maurizio_sliderIl presidente Stirpe sollecita un cambio di rotta per creare un ambiente idoneo agli investimenti

 

ROMA – Unindustria ha dedicato un’intera giornata di lavoro alle imprese multinazionali del Lazio. Duplice l’obiettivo dell’incontro: da un lato fare il punto sulle opportunità che la Regione Lazio offre alle imprese multi-localizzate e dall’altro analizzare in profondità le problematiche più frequenti che queste si trovano a dover affrontare quotidianamente, come l’eccessiva burocrazia, le complesse regole sul mercato del lavoro, una rete di infrastrutture non sufficiente e non ultimo una fiscalità pesante e farraginosa (es. Irap); tutti elementi che contribuiscono a bloccare i nuovi investimenti in Italia.

Il Lazio, che è la seconda regione d’Italia per numero di multinazionali attive, circa 500, costituisce, anche per la sua posizione geografica strategica in Italia e nel Mediterraneo, un territorio a forte attrattività di investitori internazionali, ma queste caratteristiche da sole non bastano: “Continua a mancare un clima favorevole per fare impresa- ha dichiarato Maurizio Stirpe Presidente di Unindustria –. E’ necessario invertire prontamente la rotta compiendo un’azione di discontinuità rispetto al passato, puntando sull’innovazione nell’ambito dei servizi regionali e realizzando, a livello normativo, economico e fiscale, un ambiente idoneo agli investimenti sia sul versante della domanda che dell’offerta. Stiamo promuovendo un costante dialogo con il presidente Zingaretti, che è molto consapevole delle difficoltà che le multinazionali incontrano nel nostro territorio. Insieme ci adopereremo per ottimizzare le principali risorse della nostra Regione, a partire dalla infrastrutture. Le imprese multinazionali del Lazio – ha proseguito Stirpe – hanno da sempre un impatto positivo, diretto ed indiretto, sull’economia locale per l’apporto di capitali e la creazione di posti di lavoro e per la formazione di una classe dirigente di primo piano”.

L’esigenza di avere condizioni più favorevoli per le imprese multinazionali è stata ribadita anche da Giuseppe Recchi, delegato di Confindustria per gli Investitori Esteri: “Le imprese multinazionali in Italia occupano oggi circa 1.200.000 addetti per un fatturato aggregato di 500 miliardi di euro, rappresentando una categoria molto importante nell’economia del nostro Paese, oltre che uno straordinario veicolo di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane che entrano a far parte del loro indotto. Il Comitato Investitori Esteri di Confindustria – ha proseguito Recchi – vuole promuovere le esigenze convergenti degli investitori esteri in Italia, migliorare la capacità dell’Italia di attrarre e mantenere investimenti diretti esteri, promuovere un dialogo strutturato con le istituzioni e valorizzare la percezione del nostro Paese all’estero. La creazione del “Desk-Italia” – Sportello attrazione investimenti esteri”, presso il ministero dello Sviluppo Economico, che è un vero e proprio “tutor” per le multinazionali che vogliono investire nel nostro Paese, rappresenta un importante tassello per l’accompagnamento delle imprese straniere in Italia.”

Al meeting hanno preso parte anche alcune delle aziende a capitale estero di Roma e del Lazio come, Abb, Alcoa Trasformazioni, Baker e McKenzie, Bristol Myers Squibb, British American Tobacco, CapGemini, Deloitte & Touche, Deutsche Bank, Dow Italia, Ericsson Telecomunicazioni, Euler Hermes Europe, GDF Suez Produzione, General Electric, Ibm Italia Industriale, Procter & Gamble, Philip Morris, Sanofi Aventis, Sky Italia, Techinp Itala e Wind Telecomunicazioni.

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