Cura dimagrante per le relazioni pubbliche

Beppe-FacchettiFatturato a 139,6 milioni (-1%). Il settore delle Digital Pr è triplicato dal 2009

 

 

ROMA – Anche il settore delle relazioni pubbliche risente ovviamente della crisi economica generale. Nel bilancio 2012 il fatturato complessivo del settore si ferma a 139,6 milioni di euro, in calo dell’1% rispetto ai 141 milioni del 2011. E’ l’analisi condotta dall’Associazione italiana agenzie di relazioni pubbliche (Assorel) sulla base dei dati forniti dalle imprese associate.

Ma c’è un altro dato che preoccupa gli addetti ai lavori: la  contenuta diminuzione del fatturato nel 2012 rispetto all’anno precedente, è stata accompagnata da una parallela contrazione del numero degli addetti operanti nelle imprese socie Assorel. E’ questo è un elemento di forte perplessità, data la propensione dei giovani e dei numerosi neolaureati in comunicazione a cercare lavoro in questo settore.

Ciò nonostante il comparto delle relazioni pubbliche si è confermato anti-ciclico, sostenuto dall’incremento dell’importanza crescente del segmento digitale e social media, una prospettiva che apre nuove evoluzioni sia per quanto riguarda il giro d’affari sia per la professione.

“E’ un risultato atteso dalle previsioni che i nostri soci avevano indicato già a metà del 2012 – ha dichiarato Beppe Facchetti, Presidente Assorel – che va considerato comunque positivo se confrontato con tutti gli indicatori economici del Paese e con l’andamento degli altri comparti della Comunicazione. Il percorso verso il digitale va perseguito valorizzando le caratteristiche più consolidate della nostra professione, anche attraverso attività cui l’Associazione dedica ormai da anni attenzione massima e iniziative che segnano la nostra leadership in questo tipo di formazione”.

Secondo la stessa indagine condotta sui soci, la metà prevede per quest’anno un mercato stabile, mentre un terzo considera che il 2013 sarà un anno ancora più difficile con una flessione che potrebbe raggiungere anche il 5%. Da sottolineare una fetta di associati pari al 20%, che ipotizza una crescita tra il 5 e il 10%.

Passando ad un’analisi di dettaglio merceologico, si mantiene la tradizionale ripartizione del mercato ben distribuito tra i diversi comparti con le prime posizioni occupate dai beni di largo consumo. In difficoltà il settore finanziario/assicurativo (in tutto il 2012 si è registrata una sola nuova quotazione in Borsa) mentre si segnala la ripresa del comparto tecnologico con le positive performance di high-tech, automotive e la crescita di internet/e-commerce. Calano invece servizi e pubblica amministrazione, ancora in discesa nonostante le attese di sviluppo e resta sostanzialmente invariata l’importanza degli altri settori industriali.

La nota positiva è data dalla crescente importanza delle Digital PR/Social Media, un settore in rapida evoluzione anche sui mercati internazionali delle P.R., che si associa ad una lenta, ma tendenziale, erosione del peso delle Media Relations, storicamente al primo posto nell’analisi delle aree professionali.

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