Assonime, Maurizio Sella nominato presidente

Sella_Maurizio_sliderSuccede a Luigi Abete. Tra le priorità piano straordinario per l’occupazione, revisione Imu e taglio cuneo sul lavoro

 

ROMA – L’assemblea di Assonime, l’influente associazione delle società quotate in borsa, ha nominato Maurizio Sella presidente dell’associazione per il biennio 2013-2014. Maurizio Sella succede a Luigi Abete, giunto al termine del suo secondo mandato e non più rinnovabile. All’assemblea e’ presente anche il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni.

Costituita nel 1910, Assonime si occupa dello studio e della trattazione dei problemi che riguardano gli interessi e lo sviluppo dell’economia italiana, operando prevalentemente nei settori dell’imposizione diretta e indiretta, del diritto societario, del mercato dei capitali e delle società quotate, dell’attività di impresa e di concorrenza.

Il presidente designato Maurizio Sella dovrebbe dunque andare a ricoprire la carica che in passato è stata di personaggi del calibro di Giuseppe Volpi, Alberto Pirelli, Guido Carli, Pietro Marzotto e Vittorio Merloni, solo per citarne alcuni. Nato nel 1942, l’attuale presidente di Banca Sella Holding spa e Banca Sella spa (di cui è stato amministratore delegato per trent’anni) non è nuovo a incarichi di questo prestigio. Tra i tanti impegni assunti in ambito nazionale e internazionale, molto attiva è stata la sua presenza nelle organizzazioni di categoria del sistema bancario, in particolare nell’Abi, dove dal 1998 al luglio 2006 ha ricoperto anche il ruolo di presidente.

Sella individua tre evidenti e gravi malattie economia italiana Il neopresidente di Assonime ha poi preso la parola per illustrare i punti chiave dell’azione dell’associazione per i prossimi due anni. Sella ha, innanzitutto, individuato “le tre evidenti e gravi malattie dell’economia italiana”: un mercato del lavoro dualistico nel quale poco più di 10 milioni di lavoratori troppo protetti coesistono con quasi altrettanto lavoratori con un grado di protezione molto minore, fino a forme estreme di precariato; inefficienza del settore pubblico, con una presenza dello Stato nell’economia del tutto sproporzionata e con risultati troppo inferiori rispetto alle risorse investite; la mancanza di concorrenza, con troppi comparti in cui la difesa dell’esistente continua a prevalere sull’apertura dei mercati alle nuove iniziative e al nuovo capitale.

Il presidente di Assoniome ha quindi indicato due priorità: un piano straordinario per l’occupazione orientato soprattutto ai giovani e alle donne, nonché azioni mirate per migliorare la situazione di liquidità e ridurre lo spread. “Il governo potrebbe valutare in questo contesto – ha detto – la possibilità di firmare un memorandum di intenti con le autorità europee, con l’obiettivo di creare le condizioni per facilitare la ripresa dell’economia nel nostro Paese”.

Uno dei nodi da affrontare, ha proseguito Sella, è quello della fiscalità delle imprese nel biennio 2011.2012 si sono susseguiti in materia tributaria numerosi interventi normativi volti a consolidare lo stato dei conti pubblici soprattutto attraverso l’aumento della pressione fiscale anziché con la riduzione della spesa.

Già prima dell’avvento del governo Monti, Assonime aveva avanzato una sua proposta volta a realizzare un riequilibro dei carichi di imposta più favorevole all’investimento e alla crescita in un contesto di riduzione della spesa pubblica e della pressione fiscale. L’idea resta valida e andrebbe ripresa inoltre, serve uno sforzo maggiore, ha detto Sella, per semplificare un sistema fiscale reso complesso e disarticolato da un decennio di interventi ad hoc e senza una logica di insieme.
Infine, restano di grande rilievo il contrasto all’ evasione fiscale anche nell’ottica di un miglioramento del rapporto tra contribuente e amministrazione finanziaria. “Vediamo con favore – ha aggiunto Sella – l’idea di costituire un fondo nel quale far confluire i flussi della lotta all’evasione destinandolo a riduzioni delle imposte”.

“Lascio la presidenza dell’Assonime, dopo i due mandati, con un po’ di malinconia, perché il tempo passa e molte belle cose con lui; ma anche con la soddisfazione di aver visto l’associazione crescere e rafforzarsi durante il mio mandato”. Con queste parole il presidente uscente di Assonime, Luigi Abete, ha preso brevemente la parola durante l’assemblea. “Lascio l’associazione in buone mani, un banchiere di illustre famiglia imprenditoriale e pronipote di quel Quintino Sella che risanò per la prima volta i bilanci dell’Italia unita”, ha detto Abete.

Il presidente uscente ha definito l’associazione una “istituzione volontaria: istituzione perché persegue interessi di natura generale e lo fa in un’ ottica di equilibrio tra gli interessi, senza mai prendere parte per qualcuno di essi; volontaria perché le imprese che ad essa liberamente aderiscono, ritengono questa funzione istituzionale utile non solo in senso generale ma anche l’interesse lungimirante delle proprie aziende”.

“Insomma – ha detto Abete – concludo questi quattro anni con un patrimonio più ricco di esperienza e di conoscenza, un po’ più saggio, se me lo consentite, anche se un poco meno giovane. Penso che l’Assonime offra una esperienza orizzontale di rappresentanza da valorizzare e da estendere. Penso da tempo, ed oggi ne sono ancor più convinto, che il sistema delle imprese farebbe bene a definire una sede stabile di confronto sui temi generale di interesse, una vera e propria consulta delle imprese”.

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