Ingroia dice addio alla toga, farò solo politica

Ingroia_AntonioPunito dal Csm, l’ex pm di Palermo lascia la magistratura e dà vita ad un nuovo movimento ‘Azione Civile’

 

 

ROMA – Ad una settimana dall’assemblea nazionale che darà ufficialmente vita al suo nuovo movimento, Azione Civile, Antonio Ingroia ha annunciato, in un’intervista a La Repubblica, la sua definitiva uscita di scena dal mondo della magistratura.

L’ex pm di Palermo, pupillo di Paolo Borsellino, protagonista di alcune tra le più importanti inchieste su mafia e politica degli ultimi vent’anni, appende la toga non senza essersi tolto qualche sassolino dalle scarpe nei confronti del Csm, la cui decisione di reintegrarlo in magistratura assegnandogli la sede di Aosta, è stata vissuta dall’ex candidato premier come una scelta punitiva di chiara matrice politica.

“Ho deciso a malincuore di abbandonarla – ha detto Ingroia riferendosi alla toga -. Non ci sono più le condizioni perché la tenga ancora indosso e ci sono invece delle gravi ragioni per le quali è venuto il momento di dedicarsi a tempo pieno all’ attività politica”.

A 54 anni, 25 dei quali vissuti in prima linea contro la mafia, Ingroia ha quindi sottolineato la difficoltà “emotiva” incontrata nel prendere questa decisione: “Certo, sono così affezionato a questa toga che sarei rimasto in magistratura se mi fosse stata data la possibilità di mettere a frutto la mia esperienza ventennale di pm antimafia in Sicilia. Ma c’è chi non vuole, il Csm in testa”.

Alla domanda, se si sente isolato dai suoi colleghi per le sue scelte, e quanto pesa il voto unanime del Csm contro Messineo, visto piuttosto come un voto contro di lui, Ingroia ha risposto: “Negli ultimi anni è cresciuto in me il senso d’estraneità rispetto alle ‘politiche’ del Csm e alle timidezze e all’ingenerosità dell’Anm nel difendere i magistrati più esposti della procura di Palermo”.

La decisione di non lasciare subito la magistratura lo scorso dicembre, quando entrò in aspettativa per fini elettorali, Ingroia l’ha motivata spiegando di “non credere ai professionisti della politica”, e di aver valutato la possibilità di tornare a fare il magistrato, qualora ci fossero state le condizioni opportune una volta chiusa la parentesi politica.

Infine, su ciò che porterà con sé dell’attività da magistrato, per Ingroia questo è lo spirito volto all’unico obiettivo del perseguire sempre la verità: “Solo quando avremo una politica alleata della magistratura e della ricerca della verità a ogni costo – ha concluso – il nostro Paese potrà crescere, perché senza verità non c’è democrazia. Ecco allora che metto tutte le mie forze e il mio impegno per cambiare la politica e aiutare la magistratura a trovare la verità”.

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