12:28 | A Oslo uccide moglie 17enne e rapisce figlia, arrestato a Roma

Arrestato a Roma dal Cnaipic della Polizia delle Comunicazioni un afgano ritenuto responsabile dell’omicidio della moglie di 17 anni e del rapimento della figlia minore di 2 anni, avvenuto in Norvegia a Oslo lo scorso 12 giugno. L’uomo subito dopo è fuggito e passando per numerosi paesi europei si era infine nascosto in Italia.

L’indagine si è conclusa con successo grazie ad una complessa attività investigativa basata sull’interpretazione di minime tracce informatiche lasciate dall’afgano lungo la fuga ed all’attività di geolocalizzazione del dispositivo radiomobile in uso al cittadino afgano, grazie a complessi calcoli e simulazioni al computer.

L’afgano, Noori Ahmad, è stato arrestato ieri. Sarebbe lui secondo la polizia il responsabile della morte a Oslo lo scorso 12 giugno della propria moglie, Fahezeh Ahmadi di 17 anni, trovata sgozzata nel bagno di casa. Poi sarebbe fuggito con la figlia di due anni.

La polizia norvegese da subito sulle tracce di Noori, venerdì sera ha informato la Sala operativa del Cnaipic (punto di contatto internazionale HTC emergency ai sensi della convenzione di Budapest sul cybercrime) inviando una segnalazione con richiesta urgente di cooperazione, in quanto dagli accertamenti effettuati risultava che l’afgano dopo una lunga fuga in autobus e treno attraverso diversi paesi Europei avrebbe potuto trovarsi in Italia. Le uniche tracce fornite agli investigatori del Cnaipic erano alcune evidenze di connessioni provenienti dall’Italia riscontrate dalla Polizia norvegese, effettuate da Noori Ahmad: in particolare sono stati forniti due indirizzi IP riconducibili alle zone di Brescia e Roma. Sono subito scattati i primi accertamenti con gli specialisti impegnati nel localizzare le connessioni, per fornire indicazioni agli operatori delle squadre mobili di Roma e Brescia.

Tra venerdì e sabato gli investigatori norvegesi hanno fornito l’Imei dell’apparato telefonico che sarebbe stato usato dal fuggitivo: temendo per l’incolumità della piccola veniva avviato il tracciamento del telefono sulla rete nazionale. Innumerevoli le risposte negative dagli operatori telefonici: il telefono non risultava presente sulla rete italiana, fino al pomeriggio di sabato, quando associato ad un numero intestato ad un extracomunitario risultante residente a Napoli ha agganciato una cella di Roma. Da quel momento si è sviluppata una febbrile attività per individuare con precisione gli spostamenti dell’uomo, localizzazione resa pressoché impossibile dalla densità abitativa dei quartieri in cui di volta in volta veniva agganciato il dispositivo tracciato (Eur, Termini, Ardeatino, Casilino). A tradirlo, però, è stata l’ennesima traccia informatica, stavolta decisiva: una connessione effettuata nella sera di sabato da un Internet point in zona Tor Pignattara, riscontrata dal tracciamento del cellulare.

Ieri mattina il tracciamento seguito in tempo reale dagli operatori della Sala Operativa del Cnaipic ha riferito di alcune brevissime telefonate effettuate dal fuggitivo verso l’Iran, brevi e costose telefonate che attestavano una richiesta di collegamento ad un servizio voip: da qui la corsa verso l’internet point di Tor Pignattara e l’arresto di Noori, individuato e fermato in compagnia della figlia mentre stava entrando in un portone del quartiere.

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