Senato, protestano ex dipendenti del ristorante

Buvette_SenatoUna decina sono rimasti senza lavoro senza neanche essere avvisati. Intanto oggi a Palazzo Madama apre la tavola calda

 

ROMA – Al Senato, dove alla fine della scorsa legislatura è stato chiuso il ristorante, apre da oggi negli stessi ambienti una tavola calda. Ma la riduzione del personale ha provocato la protesta di alcuni, ormai ex, dipendenti, che davanti all’ingresso di Palazzo Madama hanno denunciato il comportamento antisindacale dell’azienda appaltatrice dei servizi di ristorazione, il gigante francese della ristorazione aziendale Gemeaz Elior, che non li ha neppure avvisati di aver perso il posto.

In seguito alle campagne contro i costi della politica e i privilegi dei parlamentari il ristorante aveva aumentato i prezzi e nella scorsa legislatura ha visto ridursi drasticamente le presenze di senatori ai tavoli e di conseguenza i ricavi.

Così da oggi si è trasformato in un self service in cui si spendono 10 euro per un pasto completo, il costo non è a carico di Palazzo Madama ma dell’azienda che ha così dimezzato i dipendenti. Erano in 18 fino allo scorso gennaio, oggi sono rimasti in 6-7 impegnati per 20 o 15 ore alla settimana per 350 euro al mese, prima lo stipendio era di 1.000 euro. “Sono stati dimensionati e impiegati per pulizie e lavapiatti dopo aver servito i presidenti del Senato”, ha sottolineato uno di quelli rimasti fuori.

I delegati sindacali che hanno protestato insieme agli altri lavoratori, una decina, all’ingresso laterale di palazzo Madama per il trattamento subito, Alessandro Bartolini e Marina Nicoletti, hanno incontrato la ‘questora’ Laura Bottici, di M5S, che ha intercesso a loro favore per ottenere un incontro l’azienda, ma poco altro può fare ora il Senato visto che si tratta di un rapporto di lavoro privato. Non c’è molto ottimismo tra i lavoratori che temono molto probabile ormai il licenziamento, l’incontro è previsto per il 24 giugno.

I dipendenti del ristorante hanno annunciato che denunceranno comunque l’azienda per comportamento antisindacale perché nessuno di loro è stato avvisato di aver perso il posto di lavoro nonostante avessero ripetutamente chiesto – spiegano – un incontro per cercare di salvare il posto. “Avremmo accettato anche una riduzione di stipendio ma non ci hanno mai ricevuto”, dice Nicolini. Mentre Bartolini sottolinea come questo trattamento così duro sia stato riservato soltanto ai dipendenti del ristorante mentre quelli degli altri servizi hanno mantenuto tutte le loro prerogative nonostante l’azienda sia la stessa. Per di più i lavoratori del ristorante che erano stati messi in Cassa integrazione da febbraio non hanno ancora ricevuto neppure un euro.

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