10:44 | Camorra, sequestrati beni per oltre 65 mln a clan Mallardo

I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Roma stanno sequestrando, tra Lazio, Campania ed Emilia Romagna, agli appartenenti al clan camorrista Mallardo, beni mobili ed immobili – tra cui alberghi, ristoranti, concessionari di auto e oltre 170 immobili – per un valore complessivo superiore ai 65 milioni di euro.

Tra i beni sequestrati dalle Fiamme gialle figurano due grandi complessi turistici campani, il Giardino degli Dei a Castelvolturno e l’Holidays Giugliano. Nel provvedimento anche le concessionarie New Auto 1 di Pozzuoli e Imperial Car di Fondi oltre a complessi residenziali in costruzione tra Fondi, Latina e Bologna.

In dettaglio, il sequestro – disposto dalla Sezione misure di prevenzione del tribunale di Latina (presidente Pierfrancesco De Angelis) – ha riguardato: patrimonio aziendale e relativi beni di 11 società, con sede nella provincia di Latina, Napoli, Caserta e Bologna, di cui tre operanti nel settore delle costruzioni di edifici, una nel commercio di porcellana, due nel commercio di autoveicoli, due nel settore dell’intermediazione immobiliare e tre nel settore alberghiero e della ristorazione; quote societarie di ulteriori 4 società, con sede nella provincia di Napoli, Ferrara e Bologna, di cui tre operanti nel settore della costruzione di edifici e una nell’intermediazione immobiliare; 174 unità immobiliari (tra Latina, Napoli, Caserta, Ferrara e Bologna); 25 tra auto e moto, tra cui 3 vetture d’epoca; numerosi rapporti bancari, postali, assicurativi e azioni.

Il clan camorristico Mallardo ha “da tempo esteso la propria sfera d’azione anche in altre regioni dell’Italia centrale e meridionale e, in particolare, nel Lazio, regione nella quale opera da oltre cinque anni”. Ad affermarlo sono i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Roma che hanno sequestrato beni per oltre 65 milioni di euro ai fratelli Domenico e Giovanni Dell’Aquila, noti imprenditori campani intranei al clan (da qui il nome dell’operazione, “Bad Brothers”), a Vittorio Emanuele Dell’Aquila e a Salvatore Cicatelli, rispettivamente figlio e fiduciario di Giovanni.

“Emblematica”, secondo gli investigatori, la definizione di “impresa camorrista”, resa da un noto pentito rispetto al modo di fare impresa del clan Mallardo: “non impone il pizzo estorsivo, ma gli esponenti di rilievo dell’organizzazione entrano ‘di fatto’ in società con gli imprenditori, di modo che questi ultimi diano una parvenza di legittimità all’attività mentre i camorristi partecipano direttamente ai guadagni, riuscendo, contestualmente, a reimpiegare i proventi derivanti da altre attività delittuose”.

Per i due fratelli Dell’Aquila – attualmente detenuti a Carinola (Caserta) e Napoli-Secondigliano – le indagini già svolte hanno documentato l’ “indubbia affiliazione” al clan Mallardo: con l’aiuto di familiari e prestanome avrebbero organizzato “un’articolata holding imprenditoriale, composta da numerose società, attraverso le quali hanno effettuato ingenti investimenti commerciali, principalmente nel settore delle costruzioni edilizie, sempre per conto del clan”. Per tali reati, il 28 gennaio 2011 sono stati rinviati a giudizio dal Tribunale di Napoli per diversi capi di imputazione, tra cui anche l’associazione di stampo mafioso.

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