Industria culturale, leva strategica per l’economia del Paese

emmanuele_emanueleMaster in management delle risorse artistiche e culturali: il 70% degli studenti ha già trovato occupazione

 

ROMA – A nemmeno sei mesi dal conseguimento del Diploma, il 70% dei partecipanti alla seconda edizione del Master in Management delle Risorse Artistiche e Culturali (MaRAC), nato dalla collaborazione tra la Fondazione Roma e l’Università IULM, ha già trovato un posizionamento nel mercato del lavoro, un ruolo professionale in piena sintonia con il percorso di studio effettuato: dai teatri alle case d’asta, dalle associazioni culturali agli enti pubblici e privati che operano nel campo della promozione culturale, dalle gallerie d’arte alle aziende che si occupano di progettazione e promozione di mostre ed eventi culturali.

Il dato assume una valenza ancor più significativa se comparato ai sempre più preoccupanti segnali che arrivano dal fronte occupazionale. L’Istat ha infatti reso noto che per tutto il 2013 il mercato del lavoro nel nostro Paese continuerà a manifestare ‘segnali di debolezza’ con un incremento del tasso di disoccupazione all’11,9% (+1,2 punti percentuali rispetto al 2012). Sul versante ‘giovani’ la situazione è ancor più preoccupante: l’Ilo (International Labour Organization), l’ente Onu responsabile delle politiche del lavoro, segnala con la matita rossa che in Italia quasi un giovane su quattro non lavora, non studia e non segue nessuna formazione professionale: una quota nettamente aumentata negli ultimi anni e superiore alla media dei Paesi avanzati.
Percorsi di studio interdisciplinari, un corpo docente altamente qualificato oltre, come visto, a interessanti prospettive occupazionali in ambiti dinamici e senza frontiere: questi in sintesi i tre plus che caratterizzano il Master MaRAC, la cui quarta edizione viene presentata venerdì 21 giugno a negli storici e suggestivi spazi di Palazzo Sciarra, sede della Fondazione Roma.

«Sono profondamente convinto che l’amore per il bello sia il motore della vita – afferma il presidente della Fondazione Roma, Emmanuele F.M. Emanuele – e che la cultura sia al tempo stesso strumento di coesione civile e volano di crescita economica, soprattutto in Italia, il Paese che detiene il più grande tesoro artistico al mondo e il maggior numero di siti Patrimonio Unesco. Una ricchezza per nulla valorizzata, se si pensa che tutti i musei pubblici italiani guadagnano meno del solo Louvre.

“In attesa che la classe politica si accorga dell’unico, vero, grande asset del Paese – conclude il presidente – è compito della società civile, e del no profit in particolare, lanciare una grande mobilitazione delle coscienze a favore della cultura e creare gli strumenti, come il Master MaRAC, affinché questo straordinario patrimonio possa essere gestito e valorizzato al meglio, promuovendo quella sinergia tra pubblico e privato, che si avverte sempre più necessaria, e realizzando finalmente il principio costituzionale di sussidiarietà».

Per mettere alla prova quanto appreso in aula, entro la fine del Master, agli studenti viene messo a disposizione un budget per organizzare un evento culturale. Nella scorsa edizione, a coronamento del percorso di studio, gli iscritti hanno realizzato una mostra fotografica denominata «3D. Dimensione. Distorsione. De Kerckhove» che è stata ospitata presso la sede espositiva della Centrale Montemartini del Sistema Museale di Roma Capitale.

Agli studenti viene inoltre offerta la possibilità di effettuare esercitazioni, laboratori, simulazioni e stages presso importanti istituzioni ed aziende nazionali e internazionali. Ma ciò che rende il Master MaRAC un’opportunità unica sono le 30 borse di studio, di cui 20 a copertura totale (ciascuna del valore di € 3.500) e 10 a copertura parziale (ciascuna del valore di € 2.500) dei costi di iscrizione, che la Fondazione Roma mette a disposizione degli studenti più meritevoli, che vengono selezionati da un’apposita commissione di valutazione Fondazione Roma-IULM.

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