Governo, passa la prima fiducia

Franceschini_sliderOk della Camera alla fiducia con 383 sì e 154 no. Quella sul decreto emergenze è la prima questione di fiducia posta dall’esecutivo Letta

 

 

 

 

ROMA – Il governo alla prova della fiducia. Ieri il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini ha infatti annunciato in aula alla Camera la decisione dell’esecutivo di porre la questione di fiducia sul dl emergenze ambientali. E’ una corsa contro il tempo perché martedì prossimo scadono i 60 giorni per la conversione e la maggioranza decide di bloccare tutti gli emendamenti alla Camera, così che il testo possa essere varato in tempo, senza dover tornare al Senato. Ma è scontro duro con M5S, che annunciano che ”ora è guerra”.

I grillini usano nel corso della giornata l’arma dell’ostruzionismo per contestare un provvedimento all’interno del quale sono inserite cose che ”nulla hanno a che fare con le emergenze”. In mattinata sembra raggiunto un accordo per stralciare alcune questioni ma poi i grillini rilanciano, chiedendo che venga cassato anche l’articolo che riguarda la Tav. A questo punto, visti i tempi strettissimi, il governo mette sul tavolo l’arma della fiducia.

Franceschini interviene in aula alla Camera e dice: ”Non avrei voluto fare il mio primo intervento in un’occasione così”, ma ”di fronte alle emergenze, lo dico a me e ai parlamentari M5S, ogni tattica deve fermarsi” e il governo deve arrendersi ”con rammarico” a usare la fiducia per varare il decreto prima che decada. Proteste arrivano oltre che dai 5 Stelle, dalla Lega Nord e da Fratelli d’Italia.

I guai giudiziari di Berlusconi, ha assicurato il premier Enrico Letta, non avranno nessuna conseguenza sul governo che anzi rispetterà il programma annunciato in Parlamento. Ma intanto la prima richiesta di fiducia mette in agitazione l’esecutivo che in aggiunta è costretto a rinviare il Consiglio dei ministri dallo stesso Letta annunciato sulle misure per le carceri. Formalmente per consentire ai ministri di presenziare in aula alla fiducia ma in sostanza perché ancora non si è trovato accordo fra Alfano e Cancellieri sul tema.

Insomma il voto di oggi sulla fiducia sarà la prova della tenuta della maggioranza dopo la sentenza della Consulta sul caso Mediaset. E l’ottimismo sparso a piene mani ieri da Letta nel corso dell’incontro con la stampa estera sembra non essere altro che un modo per sdrammatizzare le tensioni che agitano il Pdl dopo il pronunciamento della Corte costituzionale sul legittimo impedimento del Cavaliere.

”Io metto tanta determinazione”, assicura il premier e ci sono ”le condizioni per applicare il programma” votato dal Parlamento. Parole evidentemente indirizzate a rassicurare il Pdl perché è prevedibile (e in parte sta già accadendo) che dopo la sentenza il pressing di Berlusconi sulle misure economiche, a partire da Imu e Iva, si farà ancora più deciso. Per questo Letta insiste sulla necessità che il governo vada avanti con le misure concordate. Anche se c’è il primo intoppo, il rinvio del Consiglio dei Ministri.

Insomma, il governo prosegue come se nulla fosse ma è indubbio che lo scenario che ha di fronte è cambiato. E’ come se si trovasse seduto su una bomba a orologeria. Si sa che esploderà ma non si sa quando.

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