L’Italia che non getta la spugna

Bonanni_RaffaeleI sindacati dei lavoratori reclamano dal governo una scossa nella politica economica che rovesci l’attuale situazione

dall’intervento di Raffaele Bonanni al corteo del 22 giugno

Una grande manifestazione unitaria, un grande appuntamento dell’Italia che non getta la spugna, dell’Italia che vuole ripartire, che vuole porre fine a questa drammatica situazione che dura ormai da anni. Il Paese deperisce e la classe si perde in chiacchiere e litigi. Noi siamo qui per ricordare alla classe dirigente i propri doveri e non per contrapporre…”

 

Una grande manifestazione unitaria, un grande appuntamento dell’Italia che non getta la spugna, dell’Italia che vuole ripartire, che vuole porre fine a questa drammatica situazione che dura ormai da anni. Il Paese deperisce e la classe si perde in chiacchiere e litigi. Noi siamo qui per ricordare alla classe dirigente i propri doveri e non per contrapporre. Per ricordare loro il dovere che hanno di lavorare per il paese reale, per i lavoratori, i pensionati, per i giovani che sono la ricchezza di questo paese”.

Una manifestazione quella di oggi a Roma non solo di protesta ma anche di proposte per uscire dalla crisi. “Lavoro è democrazia”, non è uno slogan, ma il messaggio lanciato dalla piazza e scandito dai manifestanti che hanno attraversato e animato oggi le vie della capitale.

La miseria sta crescendo, i disoccupati si moltiplicano, la cassa integrazione non ha raggiunto mai livelli così alti. Vogliamo una scossa nell’iniziativa del governo. Basta perdere tempo. Serve una proposta complessiva coraggiosa che ribalti la situazione che abbiamo davanti. A Letta chiediamo di avere più coraggio e mettere all’ordine del giorno l’unica questione che a noi interessa e da cui dipende l’occupazione e la crescita del Paese. Chiediamo una riduzione fortissima delle tasse su lavoro, pensioni e imprese che investono. Serve una riforma organica del fisco per riequilibrare il carico troppo alto su lavoratori pensionati e famiglie.

Il governo deve rompere il presepe che la classe politica vuole mantenere in piedi con sprechi enormi e ridurre le tasse con cui essere in grado di aumentare l’occupazione. L’esecutivo faccia una proposta, basta con i bizantinismi. Metta questi obiettivi davanti e si raccordi con lavoratori e imprese. Serve una proposta coraggiosa, complessiva e nuova che ribalti la situazione che abbiamo davanti. Ma il Governo deve anche affrontare la questione dell’evasione fiscale inasprendo le pene per chi evade perché questo può ridare tono a occupazione ed economia.

Crediamo che il Governo in questi giorni dovrà chiarire la sua posizione e dire dove intende guardare, se a questa piazza o a quelle realtà che fino ad oggi hanno affossato l’Italia. Perché o l’Italia del lavoro torna a prosperare o muore. Nelle prossime ore, cioè prima che il pacchetto lavoro vada all’esame del Consiglio dei ministri, incontreremo tutti insieme il Governo e quello sarà il momento della verità su cui ciascuno misurerà le proprie responsabilità.

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