Il Papa accelera sulla riforma dello Ior

Papa_Francesco_slider_bisNominata una commissione che riferirà direttamente al Pontefice. Cinque i membri, quattro sacerdoti e una laica

 

ROMA – Il Papa ha nominato oggi una commissione referente sull’attività dell’Istituto per le opere di religione (Ior) con l’obiettivo di una ”migliore armonizzazione dell’attività dello Ior con la missione della Chiesa”. Il provvedimento papale non ha sorpreso più di tanto gli osservatori in quanto era ormai chiara l’intenzione di Papa Francesco di rivoltare dalle fondamenta l’Istituto al centro di tanti scandali finanziari.

Fin dal passaggio del testimone tra Ratzingher e Bergoglio, sul tavolo del nuovo Papa c’era il rapporto su Vatileaks dei cardinali Herranz, De Giorgi e Tomko, “del cui contenuto solo Sua Santità è a conoscenza e – si disse in quell’occasione – rimangono a disposizione unicamente del nuovo Pontefice”. Che c’era scritto sullo Ior in quel rapporto non è stato mai rivelato, ma da quel momento è partita sicuramente la “rifondazione” dell’Istituto.

Il primo provvedimento è stato la nomina di mons. Battista Ricca, attualmente direttore della case di ospitalità vaticane, come nuovo prelato dello Ior, al posto lasciato nel 2011 da mons. Piero Pioppo. Ricca svolgerà il ruolo di segretario degli incontri della Commissione cardinalizia di vigilanza e assisterà agli incontri del Consiglio di Sovrintendenza, secondo gli statuti dell’Istituto. Il suo, quindi, sarà un ruolo di collegamento e intermedio tra la Commissione dei cardinali presieduta dal card. Tarcisio Bertone e il Consiglio di sovrintendenza, presieduto da Ernst von Freyberg.

Ora Papa Francesco accelera ancora sulla riforma dello Ior, con la nomina della nuova Commissione con un ampio mandato per “riformare la banca vaticana e renderla più attinente alle esigenze della Chiesa. Qualsiasi decisione sulla sua natura verrà presa dopo il lavoro che svolgerà questa Commissione”.

La Commissione è composta da cinque membri: quattro sono sacerdoti e una laica. A capo della commissione c’è il salesiano Raffaele Farina, classe 1933, archivista e biblista emerito del Vaticano. Gli altri membri sono il card. Jean Louis Tauran e mons. Juan Ignacio De Chinchetru con funzioni di coordinatore e mons. Peter Bryan Wells, come Segretario. Altro membro della commissione sarà Mary Ann Glendon, che è anche presidente dell’Accademia delle Scienze Sociali.

Il governo dell’Istituto continuerà a operare così come stabilito dal documento del Papa due giorni fa “salvo ogni nostra diversa disposizione”. La commissione, inoltre “si serve della sollecita collaborazione degli organi dell’Istituto nonche’ del suo intero personale. Inoltre, i superiori, i membri e gli officiali dei dicasteri della Curia Romana e gli altri enti a essa collegati, nonche’ dello Stato della Citta’ del Vaticano, collaborano al pari con la Commissione”.

A sua volta la Commissione “si serve anche della collaborazione di altri soggetti, spontaneamente o su richiesta” e informerà delle proprie attività nel corso dei lavori. Quindi la Commissione dei cinque ‘osservatori’ consegnerà “gli esiti del lavoro, nonchè l’intero suo archivio, in modo tempestivo alla conclusione dei lavori”. Operativa da subito si scioglierà a lavori terminati. Quanto ai tempi di raccolta, padre Lombardi ha spiegato che i primi contributi si possono “ragionevolmente prevedere ad ottobre” quando il Papa sarà affiancato dagli otto cardinali consiglieri.

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